Museo Storico della Liberazione di Lucca

Palazzo Guinigi

Via S. Andrea, 43

 

La Sala Carlo Gabrielli Rosi a disposizione della città



E' finalmente disponibile gratuitamente per incontri, presentazioni, eventi, convegni, congressi e assemblee la Sala Carlo Gabrielli Rosi. Rimanendo nel contesto delle finalità del Museo nato per far conoscere gli orrori delle guerre e contrastare le violenze, le sopraffazioni, le soverchierie, la sala sarà messa a disposizione di chiunque - fuori dagli ambiti politici e partitici - intenda proporre momenti di crescita collettiva e individuale

Per il regolamento e tutte i passaggi da seguire per poterla richiedere basta cliccare qui:
SALA CARLO GABRIELLI ROSI

Le prossime aperture del Museo della Liberazione e la mostra per la Festa del 25 aprile

Molte le iniziative in programma al Museo della Liberazione a Lucca coordinate dal direttore scientifico Andrea Giannasi e dalla responsabile con le scuole Simonetta Simonetti. Si inizia sabato 16 aprile in occasione del Festival del Volontariato quando gli studenti dell’Istituto scolastico turistico “Pertini” svolgeranno il servizio di accoglienza presso le sale del Museo della Liberazione dalle ore 9 alle ore 12. Sono previsti già due pullman di visitatori prenotati proprio nell’ambito della manifestazione nazionale. A curare l’evento sono le professoresse Serrapede e Giannini.
Per la Settimana della Cultura – che si svolgerà in Italia a cura del Ministero dei Beni Artistici e culturali – il Museo della Liberazione seguirà i seguenti giorni e orari di apertura. Da lunedì 18 aprile e fino a giovedì 21 aprile compreso, dalle 10,30 alle 13 e il pomeriggio dalle 14,30 alle 17,30. Prenotate le visite di tre classi delle Medie inferiori di Lucca.
Intanto è ormai quasi pronta – verrà allestita il 27 aprile grazie al direttore tecnico del Museo Franco Lombardi – la mostra dedicata alla Festa della Liberazione preparata dal Liceo artistico "A. Passaglia" di Lucca. Le stampe d'arte sono state eseguite dalla Classe 2°C sede di Piazza Napoleone. La tecnica utilizzata è quella della linoleografia (versione più moderna della xilogragrafia). I docenti referenti del progetto sono le  Prof.sse Enrica Giannasi e Marilena Sabbatini. L’inaugurazione è prevista giovedì 28 aprile alle ore 10,30.
“La strada del coinvolgimento diretto delle scuole nella vita del Museo – ha affermato il presidente Col. Fausto Viola – è ormai intrapresa con grandi risultati e soddisfazione”.

 

Ottocento visitatori al Museo della Liberazione

Alla fine sono stati oltre 800 i visitatori nella giornata dell’Open day al Museo della Liberazione di Lucca, la realtà museale a palazzo Guinigi gestita e curata dall’Associazione Amici del Museo. All’evento hanno partecipato classi degli istituti “Passaglia”, “Giorgi” e “Pertini”, che sono coinvolti in prima persona nella realtà lucchese.
Sono stati infatti nominati  dalla preside del Turistico “Pertini” Daniela Venturi e dal Col. Fausto Viola presidente del Museo, Ambasciatori del Museo sessanta tra ragazze e ragazzi, che hanno così terminato un lungo lavoro di preparazione durato alcuni mesi e che ha portato gli studenti ad essere oggi veri e propri Ciceroni tra le sale.

Tutto questo grazie alle docenti Prof.ssa Serrapede e Prof.ssa Giannini, che hanno creato con il direttore scientifico del Museo Andrea Giannasi un percorso didattico formativo unico nel suo genere.
Soddisfazione da parte del Museo è stato espressa da Franco Lombardi, direttore tecnico, da Simonetta Simonetti, responsabile con le scuole, Walter Ramacciotti, consigliere e delegato FIAP a Lucca, e da parte della Federazione Italiana Volontari della Libertà che fin dal 1948 sostiene le attività.

Durante la lunga giornata hanno visitato il Museo decine di turisti provenienti dagli Stati Uniti, Germania, Francia, Inghilterra, intrattenuti e accompagnati nella visita da alcuni studenti che in diverse lingue hanno esposto gli oggetti presenti nelle teche.
Inizia con questa giornata il periodo di apertura del Museo e di coogestione proprio con le scuole grazie al sostegno del Provveditore Prof.ssa Donatella Buonriposi.

Erano presenti anche numerosi reenactors del gruppo Linea Gotica della Lucchesia in uniformi da soldati americani, tedeschi, dei gruppi di combattimento del Corpo Italiano di Liberazione e della Divisione Monterosa.
Tutti uniti nel far vedere la guerra per mostrarne gli orrori e costruire vie di pace. Oggi più che mai si deve lavorare affinché non esistano più reticolati e fino spinato a dividere e separare, ma unire in un percorso di armonia e riconoscimento delle diversità.

Il gruppo di lavoro del Museo sta lavorando attivamente per proporre lo spazio agli stranieri preparando – grazie al contributo della Fondazione Banca del Monte di Lucca – nuovi depliant e percorsi per visitatori stranieri in inglese, francese, tedesco e spagnolo.
Presto sarà poi possibile anche per altre realtà lucchesi e non solo richiedere e utilizzare gratuitamente per presentazioni di libri, incontri, convegni e congressi la Sala “Carlo Gabrielli Rosi”.

 

 

OPEN DAY AL MUSEO DELLA LIBERAZIONE DI LUCCA
Sabato 19 marzo dalle ore 10

 

Sabato 19 marzo dalle ore 10 e fino alle ore 18 si svolgerà presso il Museo della Liberazione di Lucca un “Open Day”.

Grazie al lavoro degli studenti dell’istituto “Pertini” – seguiti dalla Prof.ssa Giannini e dalla Prof.ssa Serrapede – che durante l’evento saranno nominati Ambasciatori del Museo, i visitatori degli spazi di via S. Andrea 43, incontreranno in ogni sala dei “ciceroni” preparati e pronti a spiegare gli oggetti e le finalità del progetto.

Lo scopo infatti è quello di far vedere la guerra per conoscerne gli orrori e intraprendere quindi la costruzione della Pace e della Concordia. Un viaggio attraverso i tanti piccoli oggetti (spesso personali di soldati, prigionieri, rastrellati), che aiutano il visitatori ad entrare nella quotidiana follia di uno scontro armato.

Il Museo Storico della Liberazione, grazie al Provveditore agli studi Donatella Buonriposi, ha aperto collaborazioni con l’Istituto scolastico “Pertini” e la dirigente scolastica Daniela Venturi, e il Liceo Artistico “Passaglia” e la dirigente Maria Pia Mencacci, ma sono tante le scuole che hanno aperto un dialogo con l’istituzione lucchese comprese le scuole elementari.

Il Museo Storico della Liberazione ha come presidente il Col. Fausto Viola e vive sotto l’egida della Federazione Italiana Volontari della Libertà (FIVL), che ha al centro delle proprie finalità proprio lo spirito unitario della difesa dei valori libertari nei confronti dei totalitarismi. Nel manifesto della FIVL del 1948 si legge: “In essa si riuniscono le forze che hanno con la loro iniziativa, con la loro decisione e con il loro sangue contribuito validamente al riscatto della Patria. Sono i primi fedeli e sfortunati difensori della Bandiera dell'ora tragica del settembre 1943, sono i Partigiani in Italia e all'Estero, i Combattenti della Campagna di Liberazione, gli internati nei campi di concentramento, eroici e silenziosi assertori di fedeltà e di libertà. Per l'indipendenza della Patria, per la libertà da ogni forma di regimi totalitari sono caduti a decine di migliaia i figli del popolo italiano. Gli ideali che li mossero, non debbono soccombere”.

Il Museo nacque nell’aprile del 1989 in seno al Comitato provinciale Patrioti Lucchesi A.T.V.L. e il Consiglio direttivo del C.E.D. (Centro di educazione democratica), “al fine di evidenziare testimonianze tangibili della Lotta e della Guerra di Liberazione e di rendere sensibili, soprattutto ai giovani, i valori della libertà e della democrazia”.

Con questo spirito e questi profondi ideali il Museo si appresta a diventare un vero e proprio laboratorio per nuovi Ambasciatori di Pace.

Non si può e non si deve rimanere indifferenti di fronte alle bende insanguinate di Don Aldo Mei, o al cucchiaio di legno usato in carcere al San Giorgio dalla signora lucchese arrestata dalle brigate nere che cercavano il marito, o ai documenti dei soldati-bambini delle truppe tedesche, o ai volti sui documenti degli italiani rastrellati e portati in Germania. E poi ancora gli oggetti personali come i pettini o le lamette da barba, le scatolette di cibo, gli scarponi e le uniformi dei nostri alpini in Russia. Sono tante le piccole e grandi storie racchiuse in quelle vetrine e ora messe a disposizione del pubblico.

Dopo il 19 marzo il Museo sarà aperto il lunedì dalle 9 alle 12,30 e il mercoledì dalle 9 alle 12,30 e dalle 14 alle 18. Per le scuole è attivo il numero di telefono 320 0718193 mentre si potranno prenotare visite in gruppo inviando una email a museoliberazionelucca@yahoo.it

Il Museo aderisce anche all’iniziativa della settimana della Cultura che si terrà dal 9 al 17 aprile aprendo le porte di via S. Andrea potendo così offrire ai tantissimi visitatori di Lucca uno spazio museale in più tra le altre proposte.

Sono infatti ormai oltre 12.000 i visitatori – senza pagare alcun biglietto - che ogni anno entrano nelle stanze di via S. Andrea lasciando la propria firma sul registro.

Non ultimo è importante ringraziare chi ha permesso questo importante traguardo. L’Associazione Amici del Museo, che gestisce in maniera volontaria e gratuita la struttura, intende ringraziare la Fondazione Banca del Monte di Lucca grazie alla quale è stato possibile allestire nuovi diorami, acquistare manichini e vetrine e arricchire le collezioni da esporre.

Un caloroso ringraziamento va al Presidente della Commissione cultura della Fondazione BML, Prof. Mencacci, che da anni sostiene e aiuta il Museo della Liberazione.

 

La storia di un giovane intellettuale italiano caduto per il riscatto del paese

Sabato 5 marzo alle ore 10,30 presso la sala Carlo Gabrielli Rosi del Museo della Liberazione di Lucca in via S. Andrea 43 si terrà la presentazione del libro “La mina tedesca. Il vero romanzo di Giaime Pintor” di Carlo Ferrucci.
Nel settembre del '43, dopo la resa di Roma all'esercito di Hitler, il tenente Giaime Pintor, giovane intellettuale tra i più lucidi e brillanti della sua generazione, decide di impegnarsi a fondo per il riscatto dell'Italia dai tragici errori di Mussolini e della monarchia.
Raggiunta Brindisi e scontratosi con l'immobilismo dei politici e dei militari capeggiati dal maresciallo Badoglio, egli sceglie di disertare e di portarsi a Napoli, appena liberata dagli Alleati, per contribuire alla formazione di un corpo di volontari battente bandiera italiana.
Il fallimento di questo progetto non lo ferma, e Pintor accetta l'offerta degli inglesi di fargli riattraversare le linee insieme ad alcuni compagni per stabilire un collegamento con i primi gruppi partigiani. Ma la missione è molto rischiosa, e sulla strada del drappello c'è un campo minato.
La storia esemplare di un prestigioso intellettuale che unendo in sé pensiero e azione, talento poetico e rigore morale, rinuncia ai suoi privilegi e sacrifica la sua vita per il riscatto dell'Italia in uno dei periodi più bui della sua storia.
Presentano il Col. Fausto Viola e Andrea Giannasi.

 

Giovedì 11 febbraio giornata del Ricordo al Museo

Conoscere come siamo arrivati all'Olocausto

 

 

Il Museo della Liberazione di Lucca organizza in occasione della Giornata della Memoria e del Ricordo due eventi.

Giovedì 28 gennaio alle ore 10 presso la sala Carlo Gabrielli Rosi del Museo della Liberazione di Lucca si terrà la commemorazione del Giorno della Memoria.
Con le scuole si terrà un incontro con lo scrittore Ciro Pinto autore del libro "Gli occhiali di Sara". Durante l'evento sarà trasmessa la testimonianza di Italo Tibaldi  un superstite dei campi di concentramento di Mauthausen ed Ebensee, raccolta grazie al lavoro della Fondazione Memoria della Deportazione di Milano.
Modera l'evento il direttore scientifico del Museo Andrea Giannasi. Introduzione del Presidente Col. Fausto Viola.

Giovedì 11 febbraio alle ore 16 presso la sala Carlo Gabrielli Rosi del Museo della Liberazione di Lucca si terrà la commemorazione del Giornata del Ricordo con Piero Tarticchio, Presidente del Centro di Cultura Giuliano Dalmata, già direttore del periodico “L’Arena di Pola”, scrittore, giornalista.
Modera l'evento la responsabile del rapporto cn le scuole del Museo Simonetta Simonetti. Introduzione del Presidente Col. Fausto Viola.

Sabato 5 marzo alle ore 10,30 presso la sala Carlo Gabrielli Rosi in via S. Andrea 43 a Lucca si terrà la presentazione del libro “La mina tedesca. Il vero romanzo di Giaime Pintor” di Carlo Ferrucci. Pintor, morto mentre cercava di attraversare la linea del fronte per andare a combattere il nazifascismo, rappresenta oggi per il suo pensiero e il testamento che ha lasciato, un vero esempio di come amare, disegnare, il nostro paese.
Anche l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha avuto occasione di ricordare la figura del giovane che a 24 anni aveva elaborato un lucido pensiero di impegno culturale e politico per l'Italia.
Presentano il Col. Fausto Viola e Andrea Giannasi.

Il Museo augura un anno di pace

Il Museo della Liberazione di Lucca augura un buon anno a tutti ricordando una frase di Oriana Fallaci che più di altre rappresenta i nostri intenti e scopi culturali:

"Io sono qui per provare qualcosa in cui credo: che la guerra è inutile e sciocca, la più bestiale prova di idiozia della razza terrestre."

La fotografia arriva dal cimitero americano di Nettuno. Con questo ricordiamo i tanti giovani morti. Americani, inglesi, italiani, tedeschi, canadesi. Tutti uccisi per la superba stupidità umana.

Il Museo crede nella memoria e nella difesa dei valori di pace.

Insieme possiamo dire: ricordiamo le guerre per raccontare l'orrore e per costruire un futuro di solidarietà, condivisione e amore.

Buon 2016 a tutti.

Il nuovo logo del Museo storico della Liberazione di Lucca coniuga tre elementi. La bandiera italiana centrale come forte elemento identitario intorno ai valori della patria; le mura di Lucca per riconoscere sempre il legame con i padri fondatori del Museo che passarono attraverso gli orrori delle guerre e vollero creare questi spazi per poter insegnare la Pace; la parola Liberazione affinché sia sempre forte il concetto di Libertà coniugato nella variante delle Liberazioni dal male, dalle ignoranze, dalle egemonie, dalle sopraffazione, dalle tirannie.

Gli studenti del "Pertini" stanno portando avanti il progetto al Museo.

 

 

 

 

 

 

Accordo di collaborazione tra il provveditorato agli studi e il Museo della Liberazione
Nel 2015 sono stati 1000 gli studenti che hanno visitato le stanze di Palazzo Guinigi

Cammineranno insieme il Museo della Liberazione di Lucca e il Provveditorato agli Studi, oggi Ufficio scolastico territoriale di Lucca e Massa Carrara. La collaborazione è stata siglata dalla Prof.ssa Donatella Buonriposi, provveditore agli Studi, e dal Col. Fausto Viola, presidente del Museo lucchese. Già attivate le collaborazioni con l’Istituto scolastico superiore “Pertini” che con i ragazzi in stage formativi a partire dal 30 novembre inizieranno la catalogazione degli oggetti esposti e la preparazione di depliant in inglese, francese e tedesco con la spiegazione delle sale. Saranno gli studenti poi ad accogliere i turisti e accompagnarli nella visita.
Gli allievi del Liceo Artistico invece si occuperanno di seguire la grafica, le mostre, i diorami, gli allestimenti, seguendo il primo stage che si è svolto nel mese di giugno 2015.
Allo studio anche il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto “Fermi” che saranno chiamati – in seconda battuta – a progettare una App specifica con il museo e la parte multimediale della struttura.

La collaborazione oltre all’aspetto didattico vedrà l’apertura delle sale alle scuole - nel 2015 il Museo è già stato visitato da 30 classi provenienti da tutta Italia – e da oggi è a disposizione degli Istituti di ogni ordine e grado l’email prenotazione: museoliberazionelucca@yahoo.it
Grande la soddisfazione per la fattiva collaborazione raggiunta da parte del provveditore Prof.ssa Buonriposi e del presidente Col. Viola.

“La storia – ha ricordato Donatella Buonriposi - è una materia non molto amata dagli studenti ma è necessario e utile oggi studiare strategie idonee affinché la memoria rimanga sempre elemento fondamentale nella formazione dell’uomo e del cittadino. La perdita della memoria corrisponde al disorientamento sia del singolo che di una intera comunità. Studiare la storia e conservare il passato vissuto significa mantenere viva e in salute la propria identità”.

Il direttore scientifico del Museo Andrea Giannasi ha voluto ricordare in questa occasione che oggi, anche alla luce dello stato di guerra che stiamo vivendo, “il Museo della Liberazione si spinge oltre spostando il significato del proprio nome nel campo del valore più ampio e libero del termine ‘Liberazione’. Non più dunque legato ad uno specifico periodo storico, ma inteso come liberazione da tutti i mali, dagli orrori della guerra, dalle prevaricazioni, dalle violenze. Un Museo quindi aperto a tutte le voci che si spingono nel campo del confronto, del dialogo, dell’apertura. Democrazia e libertà da una parte, ma anche tradizioni e valori, come le radici cristiane che sono pietre fondanti della nostra civiltà”.

Ai tanti progetti con le scuole da tempo lavora per il Museo Simonetta Simonetti che è responsabile dei rapporti con gli istituti scolastici. E lei a ricordare che sono già in cantiere visite di alcune classi delle scuole elementari lucchesi. Inoltre allo studio un interessante e innovativo progetto legato alla memoria di guerra.

Infine le aperture al pubblico. E’ Franco Lombardi a comunicare che a breve il Museo sarà aperto sempre e in maniera continuativa almeno due giorni la settimana.

 

La guerra solo per gioco: Flames of war al Museo della Liberazione per Lucca Comics and Gamesa il 31 ottobre e 1 novembre

Il Museo della Liberazione di Lucca in via S. Andrea (palazzo Guinigi) in occasione del Lucca Comics and Games ospiterà per il secondo anno "La guerra solo per gioco": un evento che vede grandi e piccini sfidarsi a colpi di dadi e strategie, con scenari di combattimento in città o in campagna,  con carri armati e fanterie. A portare l'evento nelle sale del Museo la Federazione Italiana di Flames of War che terrà un evento del Campionato Italiano, dopo il successo del 2014.

Grande la soddisfazione del direttore scientifico del Museo Andrea Giannasi, della curatrice con i rapporti con le scuole Simonetta Simonetti e di Alberto De Luca di F.I.F.o.W. che proprio a Lucca  presenta il primo evento di Flames of War creato per le grandi manifestazioni.

Il Museo della liberazione ancora una volta lega le proprie attività verso un ambito ludico, sottolineando che il nome del museo è dedicato alla “liberazione” dagli orrori delle guerre, dalle prevaricazioni, dall’odio, dal razzismo. Ed eventi come “La guerra solo per gioco” sono intesi come liberazione dall’ignoranza e tesi a far conoscere il male.

Il torneo in campo nella Sala Convegni “Carlo Gabrielli Rosi” sarà dedicato a liste carri Late da 900 punti e le partite verranno giocate su tavoli da 120x120 cm. In ogni tavolo ci saranno missioni specifiche da giocare con un'ampia presenza di elementi scenici. Tra questi anche le Tactical Edges, obiettivi speciali, che renderanno ancora più spettacolare e imprevedibile l'evolversi delle partite.

Il gioco inizierà sabato 31 ottobre con le registrazioni tra le 13,15 e le 13,45. Poi si terranno tre serie di partite e alle 17 la premiazione. Il giorno dopo si replica con inizio alle 11 e premiazioni alle 15,30.

Dopo il successo nelle tappe di Torino, Bergamo, Padova, Forlì ed Empoli la Federazione farà dunque tappa a Lucca, preparandosi poi a spostarsi il 9 novembre a Parma.

 

http://www.fowitalia.com/blog/lucca.html

 

La Prima Guerra mondiale non solo come campo di battaglia e terreno di odio e sofferenza, ma anche come luogo dove l’umanità trova spazio.

La prima guerra mondiale: Jahier e Remarque esempi di umanità. Mercoledì 30 settembre alle ore 17,30, presso la sala “Carlo Gabrielli Rosi”, al Museo della Liberazione di Lucca si terrà la conferenza del Prof. Massimiliano Argentieri. Introducono la Prof.ssa Donatella Buonriposi e il Col. Fausto Viola.
La Prima Guerra mondiale non solo come campo di battaglia e terreno di odio e sofferenza, ma anche come luogo dove l’umanità trova spazio.
L'intervento del Prof. Argentieri mira a dimostrare come nella Prima Guerra Mondiale non trionfino solo le armi, l'odio e la sofferenza ma trovi spazio anche il senso di umanità. Piero Jahier e Erik Maria Remarque ne sono l'esempio più eclatante.
Appartengono a due eserciti nemici, combattono su fronti lontani tra di loro eppure vengono travolti dalla stessa spinta di fraternità verso chi soffre, nemici compresi.
Sono soprattutto le reclute le persone più bisognose di amore, compassione, condivisione e aiuto pratico. Ne emergono pagine da Vangelo, aperture inattese pur tra due stili diversi ma col comune denominatore di anticipare nuovi indirizzi e correnti letterarie.
Ai presenti verranno consegnate delle fotocopie contenenti brani tratti dai romanzi "Con me e con gli alpini" e "Niente di nuovo sul fronte occidentale", utili per una più completa comprensione.

 

La FIVL ricorda la battaglia del Gruppo Valanga

 

Il 29 agosto del 1944, 19 partigiani del gruppo Valanga, tra i quali il comandante Leandro Puccetti, morirono scontrandosi sul Monte Rovaio con unità alpine tedesche in azione di antiguerriglia.
L’azione alla quale i partigiani non si sottrassero evitando così dolorose rappresaglie sulla popolazione, è la più importante che si svolse sul teatro bellico della Garfagnana.
Come ogni anno da 71 anni è stata ricordata il 30 agosto alla presenza della Senatrice Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, del Senatore Andrea Marcucci, presidente della commissione cultura al Senato, del presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani, della capo di gabinetto della Prefettura di Lucca D.ssa Sabatina Antonelli, dell’assessore della Regione Toscana Marco Remaschi, della consigliera regionale Ilaria Giovannetti, del sindaco di Molazzana Rino Simonetti, del presidente dell’Unione dei Comuni della Garfagnana Paolo Fantoni, di numerosi sindaci della provincia.
Tra i labari presenti quello del comune di Stazzema decorato di Medaglia d’Oro per la Strage di S. Anna; il labaro del comune di Castelnuovo di Garfagnana decorato di Medaglia d’Oro per i comuni della Garfagnana che per sette mesi rimasero sulla Linea Gotica; il labaro della Federazione Italiana Volontari della Libertà, sezione regionale di Lucca.
La Federazione italiana volontari della libertà (FIVL) è una federazione di partigiani di area cattolica e "badogliana", nata nel 1948, dalla scissione dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, divenuta ente morale con DPR 16 aprile 1948 n. 430.
Nel marzo del 1947, autorevoli esponenti della Resistenza italiana, riuniti a Milano, su iniziativa di Enrico Mattei, decisero di dar vita all'«Associazione partigiani cristiani» (APC), un'associazione tra partigiani di ispirazione cristiana, autonoma all'interno dell'ANPI.
L'ANPI celebrò il primo congresso nazionale a Roma dal 6 al 9 dicembre 1947. Durante le assise emersero contrasti fra le varie organizzazioni che avevano partecipato alla Resistenza, soprattutto di ordine politico (le sinistre, gli azionisti e i cattolici avevano tre visioni diverse e incompatibili, sia dello Stato che dei rapporti con l'URSS).
Essendo i contrasti divenuti insanabili, gli azionisti e i cattolici uscirono dall'ANPI. L'anno seguente (1948) l’APC e altre 22 associazioni partigiane (cattoliche e autonome) crearono la Federazione italiana volontari della libertà (FIVL), presieduta dapprima dal generale Raffaele Cadorna jr., poi da Enrico Mattei, quindi dopo la sua morte da Mario Argenton, da Aurelio Ferrando ("Scrivia") e poi da Paolo Emilio Taviani.
Gli azionisti andranno invece nella Federazione italiana delle associazioni partigiane (FIAP).
Facevano parte del primo consiglio direttivo nazionale, oltre al gen. Raffaele Cadorna: Enrico Mattei, Mario Argenton, Eugenio Cefis,Edmondo (mondo) Diaceri, Mario Ferrari Aggradi, Giovanni Marcora, Paolo Emilio Taviani, Aurelio Ferrando, Aldo Sacchetti, Lelio Speranza, le medaglie d'oro al valor militare Paola Del Din, Rino Pachetti, Enrico Martini ("Mauri") ed altri esponenti della Resistenza.
La FIVL è un'associazione apolitica e apartitica che ha come scopi: conservare lo spirito della Resistenza; ricordare i caduti per la Lotta di Liberazione, prestando opera di assistenza morale e materiale ai loro congiunti e famigliari; assistere e tutelare gli interessi degli appartenenti al Corpo volontari della libertà; promuovere attività culturali, con attenzione anche al mondo della scuola (come ad esempio la raccolta della documentazione su fatti e avvenimenti inerenti alla Resistenza) al fine di stimolare l’interesse dei giovani a conoscere, specie dalla viva voce dei protagonisti, la storia della nascita della Repubblica attraverso la lotta di liberazione.
La memoria della FIVL è oggi conservata e tutelata presso il Museo della Liberazione di Lucca sito in via S. Andrea 43 (palazzo Guinigi).

Il Museo aperto il 29 agosto per la Notte Bianca

   

E’ finalmente terminato il secondo blocco di lavori al Museo della Liberazione di Lucca, grazie al contributo della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Sono così stati completati i nuovi diorami ispirati non a scene di combattimento e di guerra, ma a momenti che portano il visitatore a riflettere sugli orrori dei conflitti.
Sarà possibile visitare le sale rinnovate in anteprima sabato 29 agosto in occasione della Notte Bianca. Il Museo con ingresso gratuito aprirà alle 19 per chiudere alle 2 di notte.
Tra le novità la realizzazione di una postazione di primo soccorso con un intervento su un ferito. Questa figura è un omaggio al Cap. John Jones che al termine del conflitto donò la propria uniforme al Museo.
Nel percorso rinnovato meno spazio alle armi e più storie che raccontano la guerra vista da tante angolazioni diverse. Per questo già nella prima sala si vede in esposizione la guerra degli italiani e si va dalle pagelle dei futuri combattenti, agli zampironi per difendersi dalle zanzare in Etiopia, fino alle misere razioni  e allo scarso equipaggiamento.
La seconda sala vede in primo piano gli alpini caduti sul fronte russo. La provincia di Lucca pagò con oltre mille caduti e dispersi. I questa stanza anche oggetti, uniformi, documenti dell’esercito tedesco.
La terza sala vede in esposizione uniformi di una crocerossina per un doveroso omaggio a chi assistette i feriti a rischio della propria vita; un ufficiale americano; un soldato nippoamericano; un fante italiano; un pilota da aereo da bombardamento della USAAF.
La quarta sala conserva parte del cancello e del recinto di filo spinato del campo di concentramento italiano per prigionieri inglesi di Colle di Compito. In questa anche una vetrina con parte dei documenti dei tanti rastrellati italiani condotti prigionieri in Germania tra il 1943 e il 1945.
La quinta sala è dedicata agli alleati. Al centro un diorama legato al settembre e alla Liberazione di Lucca con una postazione di mitragliatrice e due soldati intenti ad osservare una mappa e a consumare il rancio. Nelle vetrine tanti oggetti di uso comune che cambiarono la vita dei lucchesi come la cioccolata, le pesche sciroppate, le sigarette, e poi ancora carte da gioco, vestiti, medicine.
La sesta sala fa spazio alle resistenze civili e militari, alle privazioni, soverchierie e violenze. Dunque in primo piano una donna, ma anche i sacerdoti – con le bende insanguinate e la manica della tonaca di Don Aldo Mei – oltre ai rifugiati, i rastrellati, i fuggitivi. Con loro un partigiano che omaggia gli uomini di Pippo dell’XI Zona.

Per la fine di settembre sarà completato il percorso didattico in italiano e in inglese che permetterà di poter visitare il museo con più facilità.

Il Museo si prepara alla nuova stagione con nuovi allestimenti

   

Il Museo della Liberazione di Lucca conquista le scuole, si rifà il trucco e si prepara alla stagione estiva

Sono state 23 le classi delle scuole medie inferiori e superiori della provincia di Lucca e non solo – per un totale di oltre 400 ragazzi - che hanno visitato il Museo della Liberazione di Lucca, negli ultimi mesi dell’anno scolastico. Grande la soddisfazione della responsabile dei rapporti con le scuole Simonetta Simonetti e del direttore scientifico del Museo Andrea Giannasi.
In questi giorni la struttura è al centro di un importante lavoro di preparazione della stagione estiva grazie alla collaborazione aperta con l’Istituto Artistico “Passaglia”. Gli studenti del quarto anno Federica Ricci e Vincenzo Matteucci stanno svolgendo una stage di 15 giorni, truccando e sistemando i manichini. Importante il lavoro sui volti e le mani, ma anche la cura delle pose nelle ricostruzioni.
A questo proposito la sala1 sarà dedicata alla guerra degli italiani; la 2 ai tedeschi e agli alpini in Russia; la 3 vede l’esposizione di vari manichini (tra questi una crocerossina a testimonianza dei sacrifici e del lavoro svolto da moltissime volontarie lucchesi sui teatri di battaglia tra il 1940 e il 1945); la 4 con il campo di concentramento di Colle di Compito; la 5 dedicata agli Alleati (americani, brasiliani, inglesi, polacchi); la 6 al movimento di liberazione.
Il direttore tecnico Franco Lombardi sta inoltre predisponendo l’allestimento della sala 7 – che ospiterà materiale della Prima guerra mondiale – e della sala 8 che vedrà la collocazione della biblioteca accessibile al pubblico non appena saranno catalogati gli oltre 5000 volumi presenti al Museo.
Da settembre inoltre la sala per le conferenze “Comm. Carlo Gabrielli Rosi”, con uno specifico regolamento, sarà a disposizione delle realtà cittadine e non solo che ne abbiano bisogno per convegni e conferenze.
Dal registro degli ospiti si mette in evidenza la presenza nelle ore di apertura settimanali l’affluenza di moltissimi stranieri che lasciano commenti entusiasti per la presenza del Museo in città. Sono moltissimi coloro che sottolineano l’importanza della memoria per far vedere gli orrori della guerra affinché non si ripetano più simili errori.

Anche in rete nell’ultimo anno i numeri sono importanti: migliaia di visitatori del sito internet, mentre la pagina face book ha quasi raggiunto i 1000 Mi piace.

Info e note: www.museodellaliberazionelucca.it


 

In occasione della commemorazione della Prima guerra mondiale il Museo sarà aperto il 23 e 24 maggio



In occasione della commemorazione dell’entrata in guerra dell’Italia nella prima guerra mondiale il Museo della Liberazione di Lucca apre le sale esponendo molti oggetti e cimeli risalenti al periodo 1915-1918.
Nelle teche sarà possibile vedere una Borraccia italiana Guglielmetti in legno, un macinino per macinare il caffè, due elmetti Adrian italiani, uno dei quali con un telino bianco utile per mimetizzarsi tra la neve, un elmetto tedesco con mimetismo da trincea, un elmetto austriaco, un cappello da alpino con la penna originale, una caffettiera napoletana utilizzata in trincea, una completa collezione di piccozze italiane e austriache e una uniforme da fante italiano.
Saranno esposti anche numerosi documenti provenienti dalla collezione di Frediano Francesconi che fu il primo volontario lucchese andato in guerra e decorato durante il conflitto di medaglia d’Argento al valor militare.

Il Museo sarà aperto gratuitamente sabato 23 maggio dalle 9,30 alle 12,30 e nel pomeriggio 15-18,30. Domenica 24 verranno seguiti i seguenti orari: 9,30-12,30 e nel pomeriggio dalle 15 alle 18,30.

 

A Roma un evento storico per la Resistenza
Tutte le anime del movimento unite per condividere i valori resistenziali

 
Mercoledì 22 aprile, presso Palazzo Barberini a Roma, si è svolta alla presenza del Ministro della Difesa Roberta Pinotti,  la prima cerimonia nazionale di consegna della “Medaglia della Liberazione”, quale simbolo di gratitudine verso tutte le partigiane e i partigiani viventi, in occasione delle celebrazioni per il 70° Anniversario della Liberazione.
Un momento molto toccante che ha visto riunite tutte le anime del movimento resistenziale.
Questo il momento storico che per la prima volta ruota intorno all’esigenza di mettere da una parte simboli politici e divisioni ideologiche di parte, per far tornare i valori resistenziali, valori di tutti. Valori non più cristallizzati e messi in bacheche polverose, ma simboli della lotta di liberazione che oggi più che mai devono “vivere” nella nostra società. Dismettere dunque le politiche egemoniche e personalistiche sulla Resistenza per farle tornare quello che furono in montagna: moto di liberazione popolare e collettivo.
Dunque quei principi cardine della nostra Costituzione quali il diritto al lavoro, alla libertà individuale e collettiva, alla possibilità di professare liberamente la propria religione o la propria lingua, la libertà di stampa e di opinione, e i valori resistenziali quali la solidarietà, la fratellanza, devono tornare da oggi a essere lettere vive intorno e dentro a ogni cittadino.
Durante la cerimonia  il Ministro Pinotti ha premiato con la medaglia “alla memoria” tutti i labari delle associazioni nazionali (ANPI, FIVL, ANPC, FIAP, ANRP, ANCFARGL), in ricordo dei caduti partigiani; quindi ha insignito del prestigioso riconoscimento dieci partigiani e partigiane per ciascuna delle Associazioni ricordate (ai quali si sono aggiunti i partigiani militari dell’ANEI e dell’Ass. Nastro Azzurro), in qualità di testimoni rappresentativi di tutti i patrioti e ribelli – civili e militari – che, settant’anni fa, hanno lottato per liberare l’Italia dal nazifascismo.
Tra questi premiati la FIVL di Lucca ha portato a Roma Franco Bravi, di Castelnuovo di Garfagnana, partigiano combattente della Divisione Garibaldi Lunense, e Tiberio Torriani, di Fosciandora, un eroico carabiniere che nel gennaio del 1944 in pieno potere della Repubblica Sociale Italiana a Torino arrestò due militi delle Brigate Nere. Fuggito poi con altri carabinieri divenne partigiano dell’XI Zona di Pippo.
Due testimoni in rappresentanza dei tanti che combatterono nella provincia di Lucca per la Libertà.
Mercoledì 22 aprile è una data storica per il movimento resistenziale che nel concedere riconoscimenti a tutti i partigiani viventi ha voluto con forza celebrare la propria unione sotto le bandiere della Resistenza.
E importanti sono stati i discorsi prima, durante e dopo la cerimonia. Il presidente dell’Associazione nazionale partigiani (ANPI) Carlo Smuraglia a proposito delle polemiche sulle ricorrenze e le celebrazioni del settantesimo della Liberazione a Roma era già stato chiaro: “Non credo si possano escludere bandiere (anche se distinte da quelle di combattenti per la Libertà) perché se la festa è – come deve essere – la festa di tutti, ogni considerazione di tipo politico deve essere messa da parte; la condizione unica ed essenziale è sempre quella del reciproco rispetto (con la sola esclusione, ovvia, delle bandiere fasciste)”.
E anche Mario Artali della Federazione Italiana Associazioni partigiane (FIAP) nel suo discorso a palazzo Barberini ha sottolineato l’urgenza di tornare a vivere l’unione partigiana, sotto i principi democratici della Resistenza.
Dello stesso parere il delegato Paolo Rossetti della Federazione Italiana volontari della Libertà che ha parlato di principi e valori.
Significativa la presenza dei rappresentanti delle unità italiane che dopo l’8 settembre del 1943 si riunirono andando a costituire il Corpo italiano di Liberazione nelle unità da combattimento “Folgore”, “Cremona”, “Friuli”, “Piceno”, riconoscendo in maniera univoca il ruolo determinante del contributo dei militari italiani al movimento resistenziale.

Riapre il Museo della Liberazione

Finalmente la notizia che tutti attendevano da tempo è arrivata.
Il Museo della Liberazione riapre. A definire i dettagli è stato il Presidente Col. Fausto Viola, insieme alla responsabile del rapporto con le scuole Prof.ssa Simonetta Simonetti e al Direttore tecnico dei Museo Franco Lombardi, che durante una conferenza ha informato la stampa dei nuovi orari: Questi saranno:
Martedì 10-12,30
Giovedì 10-12,30
Sabato 10-12,30
L'ingresso è libero e particolare attenzione sarà prestata alle scuole. La scorsa settimana c'è stata infatti la visita  di una classe di San Concordio, questa settimana sarà la volta di una scuola di Bergamo e la prossima di alcune classi di un plesso lucchese.
Il Col. Viola ha voluto ribadire con forza che non ci deve essere alcun contrasto con altre realtà territoriali che sono animate dagli stessi ideali. Tutti si deve ora concorrere affinché la memoria degli orrori della guerra e la forza dei valori della lotta di Liberazione rimangano saldi pilastri della nostra democrazia. Nessuna polemica ma solo il desiderio di poter offrire ai cittadini spazi che arrivano da chi ha sofferto nei campi di concentramento, combattendo il nazifascismo sui monti e in città. Dunque il Museo come luogo di Libertà e Democrazia.
Uno spazio senza bandiere, colori, e senza partiti. Un luogo dove le aberrazione dei totalitarismi - quello nazista di Hitler, quello fascista di Mussolini e infine quello comunista di Stalin - vengono ricordate ad ogni passo e ad ogni gesto per non dimenticare gli orrori della guerra.
Questo il compito del Museo della Liberazione.

Il Museo celebra il Giorno del Ricordo: sabato 14 febbraio ore 17

 

Il Museo celebra il Giorno della Memoria e il Giorno del Ricordo

Il Museo della Liberazione di Lucca ha organizzato per mercoledì 28 gennaio alle ore 18 presso la sala Carlo Gabrielli Rosi, un incontro con Lello Dell’Ariccia, superstite della comunità ebraica di Roma. L’ospite, che nel 1943 aveva 6 anni, e che il giorno dopo sarà alle scuole di Barga invitato dall’amministrazione comunale, parlerà dei tragici momenti della razzia di Roma e della successiva deportazione ad Auschwitz di 1023 ebrei (solamente 16 riusciranno a tornare a casa).
Introduce i Presidente del Museo Col. Fausto Viola, che porterà una testimonianza diretta vissuta da bambino quando abitava nella capitale.
Dell’Ariccia parlerà dell’antisemitismo razziale, delle persecuzioni e delle esperienze della sua famiglia ricordando che molti componenti della parte materna sono morti ad Auschwitz. Lui riuscì, con alcuni componenti della parte paterna della famiglia, a nascondersi e a sfuggire alla deportazione, ma quei giorni di fuga e reclusione volontaria non saranno mai cancellati.

Sabato 14 febbraio alle ore 17 sempre presso la Sala del Museo, si terrà la celebrazione del Giorno del Ricordo con gli esuli istriani, giuliani e dalmati che dal 1948 vivono a Lucca.
Durante l’evento, introdotto da Aligi Soldati, verrà fatto vedere il filmato “Esodo” curato dall’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Centro studi Padre Flaminio Rocchi.
Al termine sarà inaugurata una sezione del museo che intende ricordare l’esodo degli italiani dai territori jugoslavi. Saranno esposte le fotografie che il campione di automobilismo di Formula 1 e di formula Indy, Mario Andretti ha voluto donare al museo. Tra queste una serie di inediti scatti con i gemelli Andretti intenti a correre con il motorino di Don Renzo Tambellini.
Mario Andretti con la sua famiglia (tra le foto una che riprende tutti i componenti sulle mura cittadine) rimase per anni al Real Collegio, condividendo con altre decine di famiglie il dramma di aver perso tutto. Dopo alcuni anni emigrò negli Stati Uniti dove ebbe inizio la sua brillante carriera di pilota, senza mai dimenticare però la sua terra d’origine e Lucca.

Il Museo nel 2014 con migliaia di visitatori e tante iniziative

E’ tempo di bilanci per il Museo della Liberazione di Lucca. Il 2014, la struttura curata dall’Associazione amici del Museo della Liberazione, ha visto l’apertura delle porte ai visitatori per un totale di 28 giorni per una stima complessiva di circa 15.000 ingressi gratuiti (solo in occasione della Notte bianca del 23 agosto sono entrate 600 persone in poche ore).
Viva la soddisfazione dei curatori che presentano il dettaglio delle iniziative organizzate alle quali hanno partecipato numerose scuole. Tutti gli eventi sono stati improntati al ricordare gli orrori della guerra per costruire la pace, senza precludere nulla della storia, senza escludere alcuni, senza alzare una bandiera unica e respirando e vivendo nel rispetto dei valori della nostra Costituzione. Il Museo è di tutti e per tutti, allontanando tutti i totalitarismi e le derive ideologiche di parti politiche e partitiche. In questo il ricordo dell’olocausto, dell’esilio di 350.000 italiani dalle terre istriane, dalmate e giuliane, dei sacerdoti trucidati, dei tanti lucchesi rastrellati dai nazifascisti, dei caduti sul Don, dei morti sulla Linea Gotica (dai soldati alleati agli alpini della Monterosa), affinché non accada mai più.

Ma entriamo nel dettaglio dei tanti eventi: sabato 25 gennaio la delegazione provinciale dell’ANA (Associazione nazionale alpini) guidata dal Presidente Domenico Bertolini, ha donato dopo una conferenza, la terra del Don, luogo a gennaio del 1943 della tragica ritirata dell’Armir.  La terra è oggi custodita in una urna accanto a quella di Auschwitz, le Fosse Ardeatine, S. Anna di Stazzema, e molti luoghi e cimiteri simbolo dell’orrore umano.

Venerdì 7 febbraio si è tenuto l’incontro con le scuole - nell’ambito della commemorazione della Giornata della Memoria - con Erminia Licitri, superstite di origine ebraica della deportazione di Rodi, che dopo la visione del film "L'isola delle Rose. La tragedia di un paradiso" di Rebecca Samonà, ha parlato  attraverso testimonianze e documenti, dello sterminio ad Auschwitz della comunità ebraica di Rodi.

Negli stessi giorni è stata esposta la Mostra di fotografie dal titolo “Oświęcim Auschwitz” a cura di Alessio Duranti (Anpi Siena).

Il 15 febbraio è stata la volta della presentazione - nell’ambito del Giorno del Ricordo - alle ore 16 del libro “Tegole spezzate” di Bruno Giannoni sulla tragedia e l’esodo delle comunità italiane dall’Istria, la Venezia Giulia e la Dalmazia. Era presente Nadia Sabatti Casalino, esule da Pola.
Durante l’evento è stato proiettato il corto “L’altra storia” di Aldo rapè e Nicola Vero in collaborazione con l’ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia).

Dopo pochi giorni nell’ambito del gemellaggio scolastico tra Arturo Paoli e Nuto Revelli, il Fondo Documentazione Arturo Paoli e la Fondazione Nuto Revelli hanno organizzato una serie di incontri per le classi delle scuole di Fossano a Lucca. Martedì 25 febbraio le scuole hanno visitato il Museo della Liberazione.

Sabato 5 aprile alle ore 17 si tenuta la presentazione del libro "Memorie di prigionia 8 settembre 1943 - 11 aprile 1945" di Giuseppe Giambastiani.  Il diario racconta le vicende di un giovane soldato lucchese catturato a Fiume e condotto in prigionia in Germania dove subisce la tortura dell'internamento, della fame, delle malattie.

Venerdì 11 e sabato 12 aprile presso la Scuola “Ermenegildo Pistelli” di Nozzano  (Lucca), l’amministrazione comunale di Lucca in occasione delle celebrazioni per i settanta anni dalla Liberazione, ha organizzato in collaborazione con il Museo della Liberazione di Lucca, l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea, l’ANPI di Lucca, e la casa editrice Tra le righe libri, il convegno dal titolo “Da rastrellati a partigiani” che prende spunto dal diario di Nello Orsi; il giovane lucchese nell’agosto del 1944 venne catturato, con il fratello Franco, dalle SS della XVI divisione; condotti presso la Pia Casa e poi impiegati come lavoratori coatti sulla Linea Gotica i due riuscirono a fuggire nella zona di Ravenna ed aggregarsi alla 28ma Brigata Garibaldi di Arrigo Boldrini “Bulow”.

Il giorno 11 aprile si è tenuto un incontro con gli studenti dell’Oltreserchio presso la scuola “Custer De Nobili” di S. Maria a Colle. Il giorno successivo alle 10 si è aperto il convegno al quale hanno partecipato Gian Luigi Melandri (ISREC Ravenna), Andrea Giannasi (Museo della Liberazione Lucca), Gianluca Fulvetti (ISREC Lucca), Elda Carlotti (Ass. Il Castello), Paola Rossi (ANPI Lucca) e Claudio Orsi (curatore della pubblicazione). Ha presieduto Matteo Garzella (Presidente del Consiglio comunale di Lucca).

Mercoledì 9 aprile il Museo della Liberazione di Lucca ha festeggiato 25 anni dalla sua inaugurazione. Durante la cerimonia - alla quale era presenti classi delle scuole superiori – è stata intitolata la sala delle conferenze al Comm. Carlo Gabrielli Rosi. Dopo la visione di un breve filmato il Museo è rimasto aperto al pubblico.

Venerdì 25 aprile e sabato 26 aprile il Museo della Liberazione nell’ambito delle celebrazioni dei 70 anni dalla Liberazione è stato aperto al pubblico nei seguenti orari: 9,30-13,00 14,30-18,30
Il 23 agosto per la Notte Bianca di Lucca il Museo è rimasto aperto fino a mezzanotte riscuotendo un enorme successo.

Sabato 6 settembre presso la sala “Gabrielli Rosi” del Museo si è svolto l'incontro nazionale della Federazione Italiana Volontari della Libertà (FIVL), realtà alla quale sono associate l’ATVL e l’Associazione Amici del Museo storico della Liberazione di Lucca. Alle 11 il presidente nazionale Cav. Guido De Carli – il vecchio partigiano “Ranin” – ha tenuto un discorso, seguito dal Presidente del Museo Col. Fausto Viola.

Domenica 7 settembre per celebrare la Liberazione di Lucca il Museo è rimasto aperto tutto il giorno dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, ricevendo tra gli altri visitatori anche “Le strade della Memoria” con i mezzi e gli uomini in divisa da fanti e ufficiali americani dell’associazione Linea Gotica della Lucchesia.

Il Museo per tutto il mese di settembre è rimasto aperto il martedì e il giovedì (dunque nei giorni 9, 11, 16, 18, 23 e 25 settembre con orario 18-22).

In occasione del Lucca Comics and Games è stata esposta la mostra “Il Fronte di Fronte”, dal 16 ottobre al 9 novembre. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta giovedì 30 ottobre alle ore 11 con l’autore Paolo Cossi che ha presentato e firmato le copie del suo volume “1914. Io mi rifiuto!” (Hazard edizioni).

E sempre per il Lucca Comics & Games sono state quasi 1500 le presenze registrate al Museo della Liberazione. Tanta gente è accorsa a visitare il Museo ma anche a giocare a Flames of War e vedere i tanti modellini e soldatini esposti. Dai piccoli carro armati, agli aeroplani, dai soldati a cavallo alle autoblinda perché - come recita il titolo dell'evento - la guerra sia solo un gioco.

Il 16 ottobre la Società italiana delle storiche ha promosso un seminario dal titolo “Il genere a scuola: esperienze di didattica della storia in Toscana”.
I lavori sono stati aperti da Liviana Gazzetta, coordinatrice del gruppo lavoro didattica della Società Italiana Storiche, seguita dalle relazioni di Franca Bellucci e Elvira Valleri,  gruppo lavoro didattica della SIS. Due momenti di riflessione sono stati dedicati alle esperienze didattiche toscane, in particolare quelle del liceo scientifico Carrara, del liceo classico Massa, del liceo scientifico Forte dei Marmi, coordinate da Alessandra Celi, e quelle nelle scuole lucchesi, coordinate da Simonetta Simonetti.
Dal 6 all'8 dicembre si è tenuta la mostra dal titolo Hirundo Pacis (Rondine della Pace). Si è trattato della materializzazione di un’idea nata dall'incontro fruttuoso di interessi di tre amici (al di fuori quindi di associazioni riconosciute), i quali hanno avvertito l'esigenza di esprimere in modo creativo quanto scaturito dal confronto delle proprie sensibilità  e hanno dunque in qualche modo 'progettato' un percorso ricco di spunti riflessivi. La scelta della rondine come simbolo di pace nasce dalle connotazioni che tradizionalmente sono ad essa legate (annuncio, rinnovamento, ritorno, rinascita...) e dal possibile accostamento all'idea di fusione o coesistenza pacifica di opposti (bianco/nero; nord/sud;  migrazione/stanzialità).

Infine il premio dopo tanto lavoro. Il Museo della Liberazione di Lucca ha ricevuto "per l'opera di difesa della Memoria e per la difesa degli ideali di Democrazia" il Premio Thomas Dempster al volontariato per la valorizzazione comunicazione e tutela del patrimonio. Giunto alla sua XIX edizione il premio è organizzato dal Gruppo culturale Ippolito Rosellini, con il patrocinio del Comune di Pisa e del Club UNESCO. Il 10 dicembre presso il Royal (Lungarno Pacinotti) il presidente del Museo Fausto Viola ha ritirato la pergamena. L'evento si è svolto in concomitanza con la giornata mondiale dei diritti dell'Uomo nel 250° anniversario della pubblicazione dell'opera "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria.

Al Museo il Premio Thomas Dempster



Il Museo della Liberazione di Lucca ha ricevuto "per l'opera di difesa della Memoria e per la difesa degli ideali di Democrazia" il Premio Thomas Dempster al volontariato per la valorizzazione comunicazione e tutela del patrimonio.
Giunto alla sua XIX edizione il premio è organizzato dal Gruppo culturale Ippolito Rosellini, con il patrocinio del Comune di Pisa e del Club UNESCO.
Il 10 dicembre presso il Royal (Lungarno Pacinotti) il presidente del Museo Fausto Viola ha ritirata la pergamena. L'evento si è svolto in concomitanza con la giornata mondiale dei diritti dell'Uomo nel 250° anniversario della pubblicazione dell'opera "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria.

Hirundo Pacis. Rondini di pace

Dal 6 all'8 dicembre al Museo della Liberazione di Lucca si terrà la mostra dal titolo Hirundo Pacis (Rondine della Pace). Si tratta della materializzazione di un’idea nata dall'incontro fruttuoso di interessi di tre amici (al di fuori quindi di associazioni riconosciute), i quali hanno avvertito l'esigenza di esprimere in modo creativo quanto scaturito dal confronto delle proprie sensibilità  e hanno dunque in qualche modo 'progettato' un percorso auspicabilmente ricco di spunti riflessivi.
La scelta della rondine come simbolo di pace nasce dalle connotazioni che tradizionalmente sono ad essa legate (annuncio, rinnovamento, ritorno, rinascita...) e dal possibile accostamento all'idea di fusione o coesistenza pacifica di opposti (bianco/nero; nord/sud;  migrazione/stanzialità).
Vuole essere dunque un tentativo di trattare l'argomento “Pace” in maniera meno convenzionale, non intendendo con questo minimamente sminuire i modi tradizionalmente usati per affrontare il tema, ma di esplorare altre possibilità simboliche e interpretative che non si contrappongano, ma integrino quelle maggiormente utilizzate e attraverso il linguaggio visivo consenta un’immediata comprensione o comunque aiuti a stimolare domande e riflessioni sull’eterna diatriba tra guerra e pace cercando di porre particolare attenzione alla rappresentazione di quegli aspetti che possano, più di altri, incontrare la parte emotiva delle persone, nella ferma convinzione che la ricerca di armonia e quindi di pace esteriore e comunitaria, passi inevitabilmente dalla crescita personale di ogni individuo. Tale ricerca espressiva è stata affrontata soprattutto da Cristiano Turri, per quanto riguarda l’ideazione e la progettazione grafica, e da Mario del Chiaro, che ha rielaborato i progetti adattandoli all'arte ceramica.
Si è cercato inoltre attraverso un percorso didattico, di far acquisire ai bambini maggiore consapevolezza delle dinamiche interpersonali per educarli ad assumere la pace come asse  portante della vita e, finalità non trascurabile, ad apprezzare l'espressione artistica  come momento di autovalorizzazione, di crescita e di uso benefico dell'energia vitale. Questa esperienza educativa è stata condotta da Sergio Vanni con i bambini della sua classe, la quarta della scuola primaria “Bruno Ciari” dell'Istituto Comprensivo “G. Falcone” di Cascina ed ha portato alla realizzazione di un pannello dal titolo ‘ L’onda della pace’.
Con l’auspicio che di pace non si parli, ma si viva, lasciamo che si possa liberamente volare.

Imbrattato il Museo della Liberazione di Lucca. Un gesto senza colore o ideologia dettato dalle ignoranze.

"Abbiamo atteso la fine della grande e coinvolgente festa dei Comics per segnalare che nei giorni scorsi la targa, il portone e parte degli infissi dell’ingresso principale del Museo della Liberazione di Lucca sono stati oggetto di vandalismo con spray nero.
Ricordando che il Museo è una struttura apolitica e apartitica e che proprio in questi giorni abbiamo ospitato giochi legati ai Comics intitolando l’evento “Perché la guerra sia solo un gioco”, ci troviamo rammaricati nel dover commentare questo gesto.
Gesto che classifichiamo tra quei passaggi delle ignoranze che non hanno colore o bandiera, ma che dimostrano quanto sia importante il messaggio che il Museo sta perseguendo: ovvero raccontare l’orrore della guerra, delle divisioni, degli scontri fratricidi per dire mai più. Dunque il Museo come laboratorio di Pace. Come luogo di incontro nel quale sono esposti cimeli e documenti di soldati di ogni esercito. Ragazzi spesso giovanissimi che hanno indossato divise degli italiani del Regio esercito in Africa orientale, quelle dei tedeschi, degli alpini sul Don, degli americani della Buffalo, dei brasiliani della FEB, degli alpini della Monterosa in Garfagnana, dei partigiani e patrioti che contribuirono alla Liberazione (ricordando Pippo e Leandro Puccetti), dei piloti americani che distrussero con i loro bombardieri mezza Europa, delle crocerossine, dei Carabinieri, fino ai tanti che nel Ventennio sfilarono con un fez fascista. E poi i volti dei tantissimi sacerdoti caduti durante la furia e l’orrore o i tanti lucchesi rastrellati e portati in Germania a lavorare.
Il Museo della Liberazione è luogo dove nulla è nascosto della storia perché la nostra storia deve essere collante della società contemporanea, utile a evitare che simili orrori possano accadere ancora.
Ricordando con forza che ora, in questo istante, nel mondo si stanno consumando nuove Sant’Anna di Stazzema, perché non siamo ancora capaci di allargare il messaggio di Pace.
E proprio nei prossimi giorni saranno distribuiti 25.000 tra depliant e volantini che presentano alla cittadinanza il Museo della Liberazione come laboratorio di Pace aperto a tutti, senza colori o bandiere.
Cogliamo dunque questo stupido e inutile gesto – non faremo ripulire la targa affinché sia memoria visibile a tutti – per sottolineare che non inquadriamo il fatto in un campo ideologico, ma solamente nel vasto terreno di nessuno delle ignoranze. E’ la mancanza di conoscenza e la mancata visita al Museo che hanno armato la mano di chi ha imbrattato. Nulla d’altro. Non c’è bandiera o fazione dietro questo fatto.
Invitiamo dunque le autorità dall’astenersi dal concedere dichiarazioni di vicinanza o solidarietà (ne abbiamo già ricevute in privato e ringraziamo per questo) per invitarle caldamente a manifestare invece l’intenzione di aiutare le scuole, la didattica, la formazione, insegnando la bellezza della Pace. Perché solo attraverso questo gesto potremo aiutare la nostra società a non vivere mai più l’orrore della guerra".

Il Museo della Liberazione di Lucca

Perchè la guerra sia solo un gioco: successo per i Comics al Museo

Sono state centinaia - forse 1500 - le presenze registrate al Museo della Liberazione durante i Lucca Comics. tanta gente venuta a visitare il Museo ma anche a giocare a Flames of War e vedere i tanti modellini e soldatini esposti. Dai piccoli carro armati, agli aeroplani, dai soldati a cavallo alle autoblinda perchè - come recita il titolo dell'evento - la guerra sia solo un gioco.
Molto interesse ha destato anche la mostra Io mi rifiuto in collaborazione con Hazard e il fumettista Paolo Cossi.

 

Il genere a scuola: esperienza di didattica della storia in Toscana

La Società italiana delle storiche promuove un seminario dal titolo “Il genere a scuola: esperienze di didattica della storia in Toscana”. Il seminario si terrà a Lucca il 16 ottobre a partire dalle ore 15, presso la sala Carlo Gabrielli Rosi del Museo della Liberazione.
Dopo i saluti e gli interventi introduttivi del Col. fausto Viola presidente del Museo della Liberazione e di Liviana Gazzetta, coordinatrice del gruppo lavoro didattica della Società Italiana Storiche, seguiranno le relazioni di Franca Bellucci e Elvira Valleri,  gruppo lavoro didattica della SIS. Due momenti di riflessione saranno dedicati alle esperienze didattiche toscane, in particolare quelle del liceo scientifico Carrara,del liceo classico Massa, del liceo scientico Forte dei Marmi, coordinate da Alessandra Celi, e quelle nelle scuole lucchesi, coordinate da Simonetta Simonetti.
L’incontro è valido ai fini dell’aggiornamento e sarà rilasciato attestato di partecipazione.

Il "Fronte di fronte" in mostra per il Lucca Comics and Games

Il “Fronte di Fronte” in occasione del Lucca Comics and Games al Museo della Liberazione

 

Al Museo della Liberazione di Lucca in occasione del Lucca Comics and Games sarà esposta la mostra “Il Fronte di Fronte”, dal 16 ottobre al 9 novembre. L’inaugurazione ufficiale avverrà giovedì 30 ottobre alle ore 11 con l’autore Paolo Cossi che presenterà e firmerà le copie del suo volume “1914. Io mi rifiuto!” (Hazard edizioni).

La mostra, realizzata da Hazard - giunta a Lucca grazie a Nazareno Giusti - in cui si raccontano, sia dal punto di vista storico che iconografico, i personaggi e i luoghi della Grande Guerra sarà presentata dal presidente del Museo Col. Fausto Viola e dal Direttore scientifico Andrea Giannasi.
Il progetto "Il Fronte di Fronte" è stato finanziato dall'assessorato della cultura della provincia autonoma di Trento perché racconta le vicissitudini della guerra in trentino in maniera originale e promuove il territorio attraverso il fumetto.
“Il fronte di Fronte” è un progetto della Pro Loco Prade Cicona Zortea, la mostra ed il volume "1914, io mi rifiuto" di Paolo Cossi, sono stati realizzati da Hazard Edizioni.

La mostra “Il Fronte di Fronte”, realizzata da Hazard Edizioni, è un progetto pluriennale promosso e ideato dalla “Pro Loco Prade Cicona Zortea” e dalla “Provincia Autonoma di Trento”, e vuole evidenziare la dimensione il coinvolgimento e la sofferenza che i conflitti infliggono alle popolazioni civili. Essa si propone come spunto di riflessione verso una Pace tra i popoli, dove il dialogo sia l'unico modo per dirimere ogni volontà di sopraffazione, sia essa legata a problemi economici, politici, culturali o etnici ed è rivolto in particolare ai giovani, agli educatori e alle famiglie.

Dal progetto “Il Fronte di Fronte” prendono vita e forma la bellissima e toccante graphic novel di Paolo Cossi “1914, io mi rifiuto”, dal titolo dichiaratamente pacifista, ed una parte più documentale e iconografica sotto forma di mostra relativa ai fatti, i personaggi, i luoghi, la Storia della Grande Guerra senza tralasciare il Trentino e la Valle del Primiero Vanoi che sono parte integrante di quella triste pagina di storia.

Tutto raccontato con illustrazioni, vignette satiriche, manifesti, disegni e fumetti, pubblicati dai giornali, le riviste i periodici dell’epoca quali “Il Corriere dei Piccoli”, “Numero”, “L’Asino”, famoso giornale di satira politica o “La Tradotta” (settimanale della 3° armata), “La Trincea”, “La Ghirba” e tanti altri giornali di trincia così chiamati perché destinati ai soldati al fronte, per realizzarli erano stati mobilitati gli artisti più importanti dell’epoca, come Antonio Rubino, Attilio Mussino, Umberto Brunelleschi, Giuseppe Mazzoni ed Enrico Sacchetti. Particolare attenzione è stata data alla narrazione in forma didattica dei fatti salienti e dei luoghi scenario della Prima Guerra Mondiale ed un’appendice finale in cui mostriamo come alcuni grandi maestri del fumetto come Pratt, Battaglia, Toppi, Micheluzzi, Tacconi, ed altri hanno raccontato per immagini alcuni momenti della Grande Guerra.

Il volume: 1914, io mi rifiuto! La storia inizia a Berlino nel 1932. Ci troviamo al "Anti-Kriegsmuseum", il famoso Museo contro la guerra, fondato da Ernst Friedrich. Nicolaj, il protagonista, è in visita al museo. Tra le foto in mostra dei soldati sfigurati durante la Grande Guerra, egli riconosce un soldato: Franz Damman, disegnatore impegnato sul fronte della battaglia in Galizia allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Nicolaj si ricorda di lui, perchè lo aveva incontrato personalmente proprio in Galizia durante il conflitto. E così comincia un toccante e struggente racconto in flashback. Il soldato, entrato in confidenza, racconta a Nicolaj la sua vita e spiega le peripezie che sta vivendo la moglie. Quest'ultima, nata a Caoria, scrive nelle lettere al marito dei tristi episodi sulla deportazione nel campo profughi di Mitterdorf e, allo stesso tempo, racconta della deportazione di una sua cugina, per mano dell'esercito italiano, nei campi profughi di Manduria. Ne escono stralci di racconti sulla guerra vissuta dai civili, e soprattutto sulla difficile situazione di quello che è stato il destino dei piccoli paesi di confine. La guerra intanto scandisce i suoi rintocchi anno per anno, riportando il racconto alla realtà del massacro mondiale. Questa bellissima graphic novel risulta quindi un racconto che, dal pensiero pacifista di Friedrich (da qui il titolo "Io mi rifiuto!"), porta a riflettere, da nuove e diverse prospettive, sulla guerra e i suoi errori.

Completa l’evento una imperdibile Performace “1914. Io mi rifiuto!” sul tema della Grande Guerra, presso l’Auditorium San Girolamo – sabato 1 novembre alle ore 18:00; al tavolo da disegno Paolo Cossi e alla chitarra Jean Caberlotto.

 

Il presidente Guido De Carli in visita al museo

Sabato 6 settembre alle ore 11 presso la Sala “Gabrielli Rosi” al Museo della Liberazione di Lucca si è tenuta l’assemblea dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà ATVL-FIVL.
Hanno presieduto l’incontro il presidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà Cav. Guido De Carli e il presidente della ATVL Col. Fausto Viola.
Hanno partecipato il Presidente della Associazione Nazionale Combattenti e reduci Sig. Francesconi, il Presidente della Federazione italiana Associazioni Partigiane (FIAP) Sig. Ramacciotti, il direttore del Museo della Liberazione Sig. Lombardi, rappresentante di Assoarma Col. Topaios, il vicepresidente dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) sez. Lucca-Pisa-Livorno Sig. Andreuccetti, il vicepresidente Ass. Amici del Museo della Liberazione Prof. Francesconi, il direttore scientifico del Museo della Liberazione Dr. Giannasi, il delegato FIVL di Pisa Sig. Fascetti, la delegata dell’ANPI Simonetta Simonetti.
Presenti anche  il sindaco di Pieve Fosciana Sig. Angelini (per i comuni della Garfagnana medaglia d’oro al valor civile), i delegati del CED (Centro di Educazione Democratica), e dell’ANUPSA (Associazione Nazionale Ufficiali provenienti dal servizio attivo).

 

 

Il Museo apre al pubblico e alle scuole

Il Museo sarà aperto per tutto il mese di settembre il martedì e il giovedì (dunque nei giorni 9, 11, 16, 18, 23 e 25 settembre con orario 18-22).
Apertura invece definitiva tutti i lunedì dalle 10 alle 13,00 e dalle 14,30 alle 18,30.
Infine prenotazioni per le scuole e visite guidate (tel. 320 0718193 Franco Lombardi).

Il Museo della Liberazione di Lucca che ha sede a Palazzo Guinigi aprirà, dopo la festa della Federazione Italiana Volontari della Libertà, a visitatori e alle scuole. Sabato 6 settembre presso la sala “Gabrielli Rosi” del Museo si terrà l'incontro nazionale della Federazione Italiana Volontari della Libertà (FIVL), realtà alla quale sono associate l’ATVL e l’Associazione Amici del Museo storico della Liberazione di Lucca. Alle 11 il presidente nazionale Cav. Guido De Carli – il vecchio partigiano “Ranin” - terrà un discorso, seguito dal Presidente del Museo Col. Fausto Viola. Nel pomeriggio dalle ore 15 è prevista una conferenza sul mondo partigiano.
Domenica 7 settembre il Museo sarà aperto tutto il giorno dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, ricevendo tra gli altri visitatori anche “Le strade della Memoria” con i mezzi e gli uomini in divisa da fanti e ufficiali americani dell’associazione Linea Gotica della Lucchesia.
Il Museo sarà aperto per tutto il mese di settembre il martedì e il giovedì (dunque nei giorni 9, 11, 16, 18, 23 e 25 settembre con orario 18-22). Apertura invece definitiva tutti i lunedì dalle 10 alle 13,00 e dalle 14,30 alle 18,30.
Infine prenotazioni per le scuole e visite guidate (tel. 320 0718193 Franco Lombardi).

Nel frattempo un’altra grande novità: in questi giorni, grazie anche al successo per l’apertura in occasione della Notte Bianca con oltre 600 visitatori in pochissime ore e all'ottima visibilità che Lucca ha in ambito internazionale, il sito internet del Museo ha superato la soglia di 100.000 visitatori dimostrando un forte interesse.
In programma nel Museo presso la Sala Gabrielli Rosi inoltre numerosi eventi per l'autunno e l’inverno con presentazioni di libri, conferenze e visioni di documentari e film.
Un particolare ringraziamento da parte dell’Associazione presieduta dal Col. Fausto Viola va alla Fondazione Banca del Monte di Lucca che con un primo importante contributo ha permesso al Museo di acquisire nuove collezioni e predisporre il nuovo percorso didattico in italiano e in inglese (sarà pronto con l’anno nuovo).
Nelle prossime settimane l’Associazione Amici del Museo che gestisce la struttura nominerà una responsabile con le scuole e un bibliotecario. Infatti nelle due sale finalmente liberate dopo mesi di attesa andranno la biblioteca e la sala d’armi.

www.museodellaliberazionelucca.it

Il Museo aperto il 23 agosto per la Notte Bianca

Il Museo della Liberazione in occasione della Notte Bianca a Lucca ha aperto dalle 18 alle 23 ricevendo oltre 600 visitatori.

Il Museo aperto il 25 e il 26 aprile

Il Museo nei giorni 25 e 26 aprile osserverà i seguenti orari di apertura:
VENERDI’ 25 APRILE DALLE ORE 12 ALLE ORE 18,30
SABATO 26 APRILE DALLE 10 ALLE 13 E DALLE 14,30 ALLE 18,30

 

Una delle prime fotografie scattate all'ingresso degli americani a Lucca

Dall'archivio del Museo della Liberazione emerge un foto che ritrae l'ingresso di uno dei primi soldati americani il 5 settembre 1944 da Porta S. Pietro a Lucca.
La fotografia riprende molti cittadini (bambini e donne) con bandiere italiane un partigiano armato e un ragazzo molto giovane con un fucile.
Il fante della 92 divisione di fanteria americana "Buffalo" è sommerso dai sorrisi.

Il Museo diffuso della Resistenza

A Lucca per la prima volta si sta parlando di Museo diffuso della Resistenza. E il primo esperimento verrà realizzato il 25 aprile quando tre luoghi simbolo saranno aperti al pubblico.
Si tratta del Museo della Liberazione di Lucca che si trova in via S. Andrea – aperto dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19 -; della Linea Gotica di Borgo a Mozzano (aperto dalle 10 alle 13); e del Museo di Sommocolonia (aperto dalle 10 alle 13 e nel pomeriggio).
Nelle prossime settimane le diverse realtà si incontreranno per aprire un tavolo di lavoro e allargare l’idea ai sentieri dell’XI Zona di Pippo; ai luoghi del Gruppo Valanga con le mulattiere tra il Monte Rovaio, Piglionico, Le Rocchette, la Pania; la scuola di Nozzano, luogo di tortura di numerosi rastrellati da parte dei nazisti della 16 divisione SS; la zona della Romagna; i luoghi simbolo della ferocia di Sant’Anna di Stazzema. Ma anche la Linea Gotica tra Molazzana e Vergemoli, lungo la quale ancora esistono bunker interrati da recuperare e trincee già un parte restaurate e visitabili grazie all’Associazione di Sassi ed Eglio.
Il progetto in evoluzione, condiviso in questa prima fase dal direttore scientifico del Museo della Liberazione Andrea Giannasi, dal direttore della Linea Gotica di Borgo Piergiorgio Pieroni e da uno dei responsabili dell’Associazione di Sommocolonia Renzo Gonnella, prevede la creazione di un Museo diffuso che possa permettere a studenti e turisti di non perdere la memoria della seconda guerra mondiale.
 

Il Museo stringe una sinergia con il Centro studi della Linea Gustav

Il Museo della Liberazione di Lucca è lieta di annunciare di aver stretto una sinergia e collaborazione con il Centro studi e ricerche storico militari Associazione Linea Gustav, che da anni lavora alla tutela della memoria della battaglia di Montecassino e dei luoghi limitrofi.
La sinergia metterà in contatto il Museo di Lucca, grazie alla struttura di Piedimonte S. Germano (FR), con la RAI, la BBC, History Channel Canada, il Museo Vivo della Memoria, l’ambasciata del Canada in Italia, e molte altre realtà che collaborano da anni con l’Associazione Linea Gustav.
Nel più aperto spirito di collaborazione il Museo della Liberazione di Lucca ha messo a disposizione un album inedito di fotografie scattate durante la battaglia intorno a Cassino, appartenute ad un paracadutista tedesco. L’album conservato a Lucca sarà digitalizzato e inviato alla Gustav.
Previste scambi di visite e nel 2015 un convegno sulle difese in linea che vedrà il coinvolgimento della Linea Gotica di Borgo a Mozzano con l’omonima associazione che poche settimane fa ha stretto un accordo di collaborazione con il Museo di via Sant’Andrea a Lucca.

ASSOCIAZIONE LINEA GUSTAV
CENTRO STUDI E RICERCHE STORICO MILITARI
www.gustavline.it

Il Museo riapre il 9 aprile e festeggia 25 anni di storia

  

Il Museo della Liberazione celebra i suoi 25 anni aprendo al pubblico

Il 9 aprile del 1989 veniva aperto al pubblico il Museo della Liberazione di Lucca. Nato nel 1953 come luogo di conservazione della memoria, ritrovo e sede di tutte le associazioni che ricordavano gli orrori delle guerre (tra queste la Federazione Volontari della Libertà, l’Associazione nazionale ex deportati, le associazioni dei reduci e degli internati militari, il Centro Democratico), il Museo si animava con il preciso scopo di rappresentare per le nuove generazioni un baluardo contro i totalitarismi, le violenze, le privazioni, le dittature, le stragi.
Per questo mercoledì 9 aprile 2014 verranno celebrati i primi 25 anni della struttura, oggi riportata a pieno funzionamento dall’Associazione Amici del Museo della Liberazione presieduta dal Col. Fausto Viola.
Durante la cerimonia, inserita tra le celebrazioni patrocinate dall’amministrazione comunale, verrà intitolata la sala delle conferenze – a disposizione di tutte le realtà della provincia che intendono usarla per gli scopi di divulgazione e tutela della memoria di pace – al Comm. Carlo Gabrielli Rosi, vero e proprio ispiratore del Museo.
Parteciperanno il Presidente del Consiglio comunale Matteo Garzella, il direttore scientifico del Museo Andrea Giannasi, la responsabile del Museo con le scuole Simonetta Simonetti e il coordinatore Franco Lombardi.
All’evento invitati anche il Comitato della Linea Gotica di Borgo a Mozzano con il quale il Museo ha stretto un rapporto di stretta collaborazione e l’Associazione Linea Gotica che da anni rievoca i fatti storici avvenuti nella nostra provincia. Invitati anche l'Istituto storico della Resistenza, l'Anpi e Assoarma.
Saranno presenti alcune classi e il Museo rimarrà aperto tutta la mattinata grazie ad una speciale assicurazione stipulata privatamente dall’Associazione (mancando ancora quella del Comune).
Inoltre il 25 e il 26 aprile il Museo sarà aperto al pubblico negli orari 10 – 13  e 14,30 – 18,30, con una sorpresa storica: la prima sala del Museo sarà dedicata a Manrico Ducceschi “Pippo” e Leandro Puccetti, comandanti partigiani rispettivamente dell’XI Zona e del Gruppo Valanga.
Sono attese centinaia di persone grazie al tam tam lanciato attraverso la rete. Sono in molti infatti che da anni chiedono di poter visitare la struttura oggi finalmente aperta.

Da rastrellati a partigiani: Convegno a Nozzano

  

Da rastrellati a partigiani
Convegno venerdì 11 e sabato 12 aprile
Scuola “Ermenegildo Pistelli” di Nozzano (Lucca).

L’amministrazione comunale di Lucca in occasione delle celebrazioni per i settanta anni dalla Liberazione, organizza in collaborazione con il Museo della Liberazione di Lucca, l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea, l’ANPI di Lucca, e la casa editrice Tra le righe libri, il convegno dal titolo “Da rastrellati a partigiani” che prende spunto dal diario di Nello Orsi; il giovane lucchese nell’agosto del 1944 venne catturato, con il fratello Franco, dalle SS della XVI divisione; condotti presso la Pia Casa e poi impiegati come lavoratori coatti sulla Linea Gotica i due riuscirono a fuggire nella zona di Ravenna ed aggregarsi alla 28ma Brigata Garibaldi di Arrigo Boldrini “Bulow”.
Il giorno 11 aprile si terrà un incontro con gli studenti dell’Oltreserchio presso la scuola “Custer De Nobili” di S. Maria a Colle. Il giorno successivo alle 10 si aprirà il convegno al quale parteciperanno Gian Luigi Melandri (ISREC Ravenna), Andrea Giannasi (Museo della Liberazione Lucca), Gianluca Fulvetti (ISREC Lucca), Elda Carlotti (Ass. Il Castello), Paola Rossi (ANPI Lucca) e Claudio Orsi (curatore della pubblicazione).
Presiede Matteo Garzella (Presidente del Consiglio comunale di Lucca).

Il Museo della Liberazione in stretta sinergia con la Linea Gotica di Borgo a Mozzano

  

Nei giorni scorsi presso il Museo della Liberazione di Lucca si è tenuto un incontro tra il Col. Fausto Viola, presidente dell'Associazione Amici del Museo della Liberazione di Lucca, e il Dott. Piergiorgio Pieroni del Comitato per il recupero e la valorizzazione delle fortificazioni della Linea Gotica nel territorio del Comune di Borgo a Mozzano.
Grazie a questo incontro è stato aperto un canale di collaborazione tra le due realtà che si occupano di memoria storica.
Nelle prossime settimane una delegazione del Museo sarà ospite del Comitato della Linea Gotica per visitare la linea e per approfondire la collaborazione che vedrà le due realtà impegnate in una stretta sinergia.
Scopo quello di attrarre turismo straniero che potrà, fermandosi a pernottare a Lucca o in Valle del Serchio, visitare le due strutture.

Arturo Paoli e Nuto Revelli si incontrano idealmente al Museo storico della Liberazione di Lucca

  

Nell’ambito del gemellaggio scolastico tra Arturo Paoli e Nuto Revelli, il Fondo Documentazione Arturo Paoli e la Fondazione Nuto Revelli hanno organizzato una serie di incontri per le classi delle scuole di Fossano a Lucca. Dal 24 al 28 febbraio gli studenti dopo l’incontro inaugurale presso l’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca, avranno modo di visitare i luoghi della guerra e della Resistenza.
Tra questi martedì 25 febbraio alle ore 17 è prevista la visita al Museo della Liberazione con il direttore scientifico Andrea Giannasi che illustrerà i percorsi della memoria.
Silvia Pettiti che ha curato il progetto ha previsto inoltre visite guidate ai luoghi più significativi della Resistenza in città (tra questi gli Oblati, la Pia Casa, il luogo del martirio di Don Aldo Mei) in città in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Eta contemporanea con le guide Gianluca Fulvetti, Emmanuel Pesi e Luciano Luciani.
Il giorno successivo gli studenti faranno visita a Sant’Anna di Stazzema ai luoghi della strage con alcuni superstiti. A far da guida lo storico Gianluca Fulvetti.
Il 27 la delegazione di Fossano con i ragazzi di Lucca saranno sulla Linea Gotica a Borgo a Mozzano e a Barga dove incontreranno  la memoria degli alpini durante la campagna di Russia.

Celebrato al Museo il Giorno della Memoria

Ricordato venerdì 7 gennaio alle 10,30 il Giorno delle Memoria alla presenza di due classi delle dell'Istituto Artistito e del Liceo di Lucca. Dopo la visione del film "L'isola delle rose" di Rebecca Samonà, il Presidente del Museo Col. Fausto Viola, il Presidente del Consiglio comunale di Lucca Matteo Garzella, hanno dialogato con la superstite di Rodi Erminia Licitri e il direttore scientifico del Museo Andrea Giannasi.

La Terra del Don: gli alpini dell'Armir tornano a Lucca

Il Presidente dell'Associazione Nazionale Alpini Domenico Bertolini (sez. Lucca, Pisa, Livorno) con il Consigliere nazionale A.N.A. Avv. Fabrizio Balleri, e l'alpino Roberto Andreuccetti hanno donato la Terra del Don al Museo. A riceverla il Direttore scientifico Dr. Andrea Giannasi e il coordinatore del Museo Franco Lombardi.



Per vedere le altre fotografie clicca qui

Gli eventi al Museo: dalla Terra del Don, alla Giornata della Memoria, fino a quella del Ricordo

Il calendario dei prossimi eventi che si terranno al Museo della Liberazione di Lucca.

SABATO 25 gennaio
La terra del Don
Il Museo della Liberazione riceverà sabato 25 gennaio alle ore 11 la delegazione provinciale dell’ANA (Associazione nazionale alpini) guidata dal Presidente Domenico Bertolini, che donerà la terra del Don, luogo a gennaio del 1943 della tragica ritirata dell’Armir. Riceverà la terra il presidente del Museo Fausto Viola e il direttore scientifico Andrea Giannasi.
La terra sarà custodita in una urna accanto a quella di Auschwitz, le Fosse Ardeatine, S. Anna di Stazzema, e molti luoghi e cimiteri simbolo dell’orrore umano.

VENERDI’ 7 febbraio
Giornata della memoria
Venerdì 7 febbraio alle ore 10,30 presso il Museo della Liberazione di Lucca si terrà l’incontro con Erminia Licitri, che dopo la visione del film "L'isola delle Rose. La tragedia di un paradiso" di Rebecca Samonà, parlerà, attraverso testimonianze e documenti, dello sterminio ad Auschwitz della comunità ebraica di Rodi. Interverranno il presidente del Museo Col. Fausto Viola e lo storico Andrea Giannasi. Evento in collaborazione con Aned (Associazione Nazionale ex Deportati).
Durante l’evento sarà inaugurata la Mostra di fotografie dal titolo “Oświęcim Auschwitz” a cura di Alessio Duranti (Anpi Siena).

SABATO 15 febbraio
Giornata del Ricordo
Il 15 febbraio presentazione alle ore 16 del libro “Tegole spezzate” di Bruno Giannoni sulla tragedia e l’esodo delle comunità italiane dall’Istria, la Venezia Giulia e la Dalmazia.
Sarà presente Nadia Sabatti Casalino, esule da Pola. Introduce Andrea Giannasi. Letture di Sandras Tedeschi. Durante l’evento sarà proiettato il corto “L’altra storia” di Aldo rapè e Nicola Vero in collaborazione con l’ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia).

Le nuove sale del Museo della Liberazione


Il Museo in queste settimane ha visto grazie al lavoro del direttore scientifico Andrea Giannasi e di Franco Lombardi, una completa e radicale riformulazione. Nella prima sala si incontreranno i partigiani, i sacerdoti martiri, le donne in guerra e il nemico tedesco.
La seconda sala è dedicata alla Guerra dell'Italia con cimeli, ricordi e due alpini che ricordano il sacrificio di quasi 1000 giovani provenienti dalla provincia di Lucca e morti in Russia sul Don.
La terza sala è in rifacimento.
La quarta sala è dedicata ai campi di prigionia grazie al recupero di materiali dal campo di concentramento di Colle di Compito.
La quinta sala è dedicata agli Alleati con fanti della FEB e della Buffalo. Nelle vetrine la vita dei soldati e molti cimeli e ricordi. In questa sala anche un fante del Gruppo di Combattimento "Cremona" (l'esercito del sud).
La sesta sala sarà dedicata ai lucchesi in guerra (in rifacimento).

Per vedere alcune fotografie:
http://www.museodellaliberazionelucca.it/index.php/Galleria_fotografica

I valori della Resistenza secondo Giorgio La Pira

Un discorso? I discorsi sono aboliti. Tempo deprecabile quello dei discorsi. Ricordate? Arriva una cartolina che diceva: lei è precettato in piazza, all’ora tale, del giorno tale: ad ascoltare un tizio qualunque, ad ogni piè sospinto. E la gente diceva: sempre discorsi. Ma il periodo dei discorsi è finito. La resistenza è un’altra cosa. Non si tratta di discorsi. La Resistenza è il documento dei tempi nostri che riverbera la sua luce spettacolare sul mondo. La massima parte di quanti sono qui non era nata in quei tempi. Ma pensate tuttavia cosa significa poter pensare, poter scegliere, avere coscienza umana, il poter dire che la propria coscienza, si è formata in un pensiero, in un’idea, sempre valida, se germogliata nella sincerità della nostra anima. Può darsi che sia un’idea, un pensiero sbagliato: ma questa è un’altra cosa. Se nel nostro cuore, con sincerità di anima, è germogliata un’idea perché questa idea deve essere un crimine? Eppure, allora, era un crimine. Questo era il dramma. Io mi esamino, sento sinceramente, nel fondo della mia anima questa idea che è germogliata attraverso la fatica, il dramma del pensiero e della fede. È germogliata come un fiore, essa costituisce la caratteristica della mia personalità: perché deve essere un crimine? Proprio questo fu il dramma. Fu abolito il pensiero, fu abolita la scelta.
Arrivava una circolare di Bottai e diceva: d’ora innanzi gli italiani sono razzisti. Da quel momento cominciavano le persecuzioni razziali. Potevano nascere in ogni epoca, in ogni momento teorie razziali, anche sbagliate: altra cosa era imporle. Invece, le imponevano. Un professore era obbligato a professare pubblicamente, dinnanzi i suoi allievi una teoria come fosse cosa assoluta. Se non la professava apertamente facendone partecipe i suoi studenti, lo chiamava il questore che gli rimproverava di avere il giorno prima contraddetto la teoria razziale.
“Lei ha avuto il coraggio di parlare bene degli ebrei! Lei è un criminale! Merita di essere condannato alla prigione”.
“Lei signore – continuava il questore – ha avuto il coraggio di andare l’altra sera in casa di un notorio ebreo… anatema!”
Queste cose sono realmente avvenute. Questo era il dramma. Che importava se il notorio ebreo era un galantuomo, una persona per bene, un padre di famiglia, che avesse un bambino o la moglie ammalata, che tizio lo visitasse perché medico o perché vecchio amico.
“Si vergogni! Lei è contro il fascismo, contro il duce: sarà condannato, messo al confino”. E si riuniva una commissione di cinque, sei comandanti, di cinque o sei gerarchi tutti vestiti in orbace, con nappe e aquile (se non fosse stato da piangere, ci sarebbe stato veramente da ridere!), entrava il colpevole, nessuno lo guardava, nessuno lo salutava: era al centro del generale disprezzo.
“Voi siete amico degli ebrei”, dicevano. Perché anche il “lei” era antifascista ed era abolito dall’uso comune, come il togliersi il cappello, lo stringersi la mano.
Mi ricordo che un giorno, in piazza, uno studente mi salutò ed io per rispondergli mi levai il cappello: si può dire che tenevo il cappello proprio per rispondere al saluto. Non lo avessi mai fatto. Mi si avvicinarono due poliziotti e mi redarguirono: “voi avete avuto il coraggio di salutare togliendovi il cappello!”.
Oggi ricordare quel periodo fa ridere: ma non faceva ridere quella commissione di cui vi dicevo prima e che stava riunita quattro, sei ore in camera di consiglio per giudicare quel tizio che aveva fatto visita ad un ebreo. Allora in Italia, almeno apertamente non ci erano comunisti; ma se un disgraziato avesse fatto visita a un comunista la fucilazione nella schiena o trent’anni di lavori forzati non glie li levava nessuno. Questo è il dramma che abbiamo vissuto attraverso la Resistenza che era rivolta contro gli oppressori della coscienza. Non avevamo nulla, ma trovammo nel nostro cuore la forza di ribellarci: avevamo una coscienza che è un valore inalienabile. Questo sentimento, specie negli ultimi anni, si è maturato, accresciuto, ingrandito: la coscienza umana si è ribellata all’idea di essere considerati traditori della patria solo perché si amavano gli ebrei.
Oh, il pensiero di tutte quelle creature bruciate vive: di quei bambini di quattro, cinque, dieci anni – ragazzi che avevano la vostra età di allora – immessi nelle stanze a gas alle quali erano giunti accatastati in carri bestiame, tenuti senza cibo, e portati a morire! È un crimine nefando che grida l’orrore dinanzi a Dio per tutta l’eternità. Le lacrime di quelle creature innocenti sono le stesse di Dio.
La Resistenza fu sostanzialmente la rivolta legittima i delitti contro la coscienza umana che nessuno ha il diritto di opprimere. Si ribellarono tutti quelli che poterono e la resistenza resta per tutti i secoli, a documento nel mondo l’affermazione dei valori umani che sono infrangibili. Perché ognuno di voi è un valore infinito. Si può al massimo discutere, dare un “nocchino” come fa il babbo al ragazzo ribelle: un “nocchino” ravviva la situazione, ma non si può andare al di là questo. Invece “loro” ti chiamavano e non potevi discutere.
Eppure non si può condannare chi la pensa in modo diverso, anche se la dottrina che l’altro professa la considerate sbagliata, perché l’idea non è titolo di reato, ma è, invece, documento della tua e della mia personalità, della tua e della mia forza. Ogni avversario ha una sua forza ed è intoccabile comunque, dal punto di vista della persona umana.
Per ristabilire questi valori nacque la Resistenza, per la quale tante creature sono morte.
Si stabilì nella Resistenza la fraterna solidarietà fra tutti: non è retorica, ma è cosa vera. La coscienza umana non può essere coartata perché si ribella, e quando la coscienza coartata si ribella, si manifesta nei rivoltosi la fraternità. La coscienza è sacra e non può l’uomo, chiunque esso sia, mettere la mano sulla coscienza altrui. Non c’è nessuno che possa dirti: pensa così. Perché tu, io, voi, pensiamo come vogliamo. È una cosa, questa, che bisogna ricordare sempre.
La Resistenza è stata la cosa più grande della storia d’Italia.
Per essa tante creature sono morte: creature, miti, anime elette come Anna Maria Enriquez e Tina Lorenzoni e tante altre il cui sacrificio è documento di una giovinezza che ha creduto nei valori infiniti, intoccabili dell’uomo. La nostra speranza è che i giovani d’oggi, la generazione di domani, la futura classe dirigente, comprendano sempre più che di questo ideale sono i portatori e che per esso devono essere capaci di morire. La riunione di oggi è documento di solidarietà, che il tempo non infrange la forza della resistenza, che è stata cementata dagli ideali della giovinezza.
La Resistenza fu la rivolta legittima contro la coscienza umana coartata e il suo valore rimane immutabile, nel tempo.

Difendere la Memoria per costruire la Pace: il compito del Museo della Liberazione

Oggi – 2 ottobre – si celebra la Giornata mondiale della NonViolenza indetta dall’Onu, e scelta per ricordare il giorno della nascita di Mahtama Gandhi.
In un momento storico durante il quale il vento del bellicismo ha ripreso a spirare con rinnovato vigore si fa ancora più arduo il compito di coloro che cercare di tracciare le strade di un futuro di pace.
Ma come è possibile costruire la pace in una società che sta dimenticando il passato?
Primo Levi parlava spesso di “dovere della memoria” e del gravoso e impegnativo compito che spetta a coloro che cercano di costruirla e difenderla ogni giorno. Per questo il Museo della Liberazione di Lucca non è solamente luogo di conservazione, ma vero e proprio laboratorio che si fonda su un principio: studiare la guerra con i suoi orrori, per costruire la pace. Ecco la parola che ritorna tra le lettere del mondo partigiano cattolico e resistenziale: si pensa al domani e ad un paese dove regni la pace.
Ma “La pace non è mai stata conquistata una volta, è da costruire continuamente” diceva Nicola Cusano che poi aggiungeva: “La pace come metodo, dovere, compito dei cristiani”.
Il Museo, come è noto, è nato su impeto e spinta di moltissimi lucchesi provenienti dal mondo cattolico che avevano vissuto gli orrori della Seconda guerra mondiale. Uomini e donne che erano passati attraverso i campi di battaglia e quelli di concentramento. Persone che tra queste stanze hanno conservato piccoli e grandi oggetti per “costruire la memoria”.
Non solo armi che si devono vedere e bene per conoscere gli strumenti di morte, ma anche le terre provenienti dalle Ardeatine, da Auschwitz, dal Monte Rovaio, dove si immolò il Gruppo Valanga, da Montecassino, luogo simbolo della spietata follia umana. Qui si costruisce la pace, tra il filo spinato e i racconti di chi ha subito la deportazione e lo sterminio.
Dicevamo compito di proteggere la memoria e dovere di alimentare ogni giorno la stessa, difendendola anche dal pericoloso ruolo dei pacifisti vuoti e vacui, coloro che fecero scrivere a Norberto Bobbio: “Possibile che non venga mai in mente al pacifista assoluto che il rifiuto totale della violenza contribuisce a far prosperare la razza dei violenti?”
Il Museo della Liberazione di Lucca è dunque un laboratorio dove si difende la memoria senza se e senza ma, costruendo ogni giorno la pace, partendo dagli orrori e non facendo finta che non siano mai esistiti.
Dal 1951 il Museo è luogo  dove uomini e donne si sono impegnati ogni giorno nella raccolta e nella conservazione di oggetti, documenti, libri che testimoniano, raccontano, tramandando di generazione in generazione la storia del nostro paese.
Studiare la guerra con i suoi orrori, per costruire la pace; non abbiamo altre vie. E in questa giornata dedicata alla NonViolenza il laboratorio del Museo della Liberazione di Lucca si anima di mille pensieri e mille iniziative, per difendere la memoria e la pace.

La pagina su facebook
https://www.facebook.com/MuseoStoricoDellaLiberazioneLucca

Il sito internet
http://www.museodellaliberazionelucca.it/

Fotografie della Werhmacht dall'archivio del Museo della Liberazione

La seconda guerra mondiale vista dalla parte degli occupanti tedeschi. In questa raccolta di fotografie la Wehrmacht è impegnata tra Cassino, Gaeta, Napoli, gli Abruzzi.
Guarda tutte le fotografie cliccando qui

 

Dì Lucca ha visitato il Museo

Oltre 800 visitatori per l'apertura straordinaria del 25 aprile

Successo oltre ogni aspettativa per l’apertura straordinaria del Museo storico della Liberazione di Lucca. Riaperto dopo cinque anni in occasione del 25 aprile, nelle cinque ore di accesso sono stati registrati oltre 800 visitatori, 327 dei quali hanno voluto lasciare la propria firma sul libro dei ricordi.
Le sei sale a Palazzo Guinigi che raccolgono memorie e cimeli legati alla lotta di Liberazione, al sacrificio delle donne e dei sacerdoti, sono state affollate da un pubblico non solo proveniente da Lucca. Sul registro ospiti perfino dalla California, dalla Germania e dall’Inghilterra, oltre che da Milano, Siena, Trento, Rovereto, Roma, Bergamo e moltissime altre località della penisola.
Ad attrarre le storie di “Pippo”, del Gruppo Valanga, dell’XIa Zona, di Don Aldo Mei, di Don Bigonciari, dei Certosini della Farneta, senza dimenticare le decine di lucchesi rastrellati o prigionieri militari internati in Germania nei campi di concentramento e nei campi di lavoro.
Molte le foto scattate alle vetrine delle piccole suppellettili come le prime bottiglie di Coca Cola portate dagli americani, o i pacchetti di cioccolata e o gli effetti personali come la schiuma da barba o le gavette.
Sensazioni di grande rispetto e dolore sono state provate dai tantissimi visitatori di fronte alle urne che conservano le terre della memoria: da S. Anna di Stazzema a Marzabotto; dal campo di sterminio di Auschwitz a quello dei militari alleati di Montecassino; dalla pietra del Rovaio alla terra dei cimitero della Brigata Ebraica. Terra per non dimenticare.
Moltissimi i documenti esposti nelle tante vetrine a raccontare storie di piccoli e grandi atti di coraggio contro la barbarie delle dittature e della violenza espressa e vissuta durante la Seconda Guerra Mondiale.
Impressione ha destato la barriera di ferro e filo spinato proveniente dal campo di concentramento di Colle di Compito, nel quale durante la guerra passarono centinaia di prigionieri di guerra alleati.
In definitiva il Museo della Liberazione di Lucca aperto il 25 aprile ha rappresentato per molti un momento di grande lezione, come solo la memoria può donare. Una città che può dunque andare fiera della propria storia e della propria cultura.
E il direttivo del Museo storico della Liberazione di Lucca ha deciso di accelerare il lavoro di inserimento del proprio archivio sul sito www.museodellaliberazionelucca.it al fine di permettere a chi oggi non ha potuto vedere le sale di poter usufruire a distanza di questo importante percorso storico, civile e culturale.
Perché solo conoscendo la guerra e il sacrificio compiuto per raggiungere la Liberazione, potremo evitare di tornare a compiere vecchi e fatali errori.

 

Qui sono le radici della nostra democrazia

Norberto Bobbio nella sua Autobiografia (1997) a proposito di Resistenza scriveva queste parole.

“Spesso si sente chiedere se il fascismo fu una dittatura meno feroce, più tollerante, rispetto al nazismo. L’argomento è stato anche invocato, nelle dispute fra gli storici e nella polemica politica, per sminuire il significato storico dell’antifascismo e il valore della Resistenza… Bisogna soprattutto andare oltre gli stretti confini di una polemica italiana. Non si possono separare lotta al fascismo e lotta al nazismo.
Non si può parlare di ciò che accadeva in Italia senza collegarlo a ciò che accadeva in Europa: la Resistenza italiana è stata una parte, un frammento della Resistenza europea.
In tutti i paesi occupati dalle truppe tedesche c’è stata una resistenza, più o meno vivace, e il merito della Resistenza italiana è stato quello di far partecipare l’Italia ad un grande movimento europeo.
Chi dimentica questo dimentica cos’è stata la guerra di aggressione di Hitler: ecco la ragione per cui non si può mai mettere sullo stesso piano fascismo ed antifascismo.

Da una parte c’è stata una guerra crudele e spietata, con  tutte le aggravanti dei campi di concentramento e di sterminio, dall’altra ci sono i resistenti europei, indipendentemente dal fatto che fossero comunisti o no….
Se mai bisogna aggiungere che la Resistenza in Italia, proprio perché paese fascista, è stata non soltanto una guerra patriottica, ma anche una guerra contro il fascismo, e pertanto una guerra civile. Ma la Resistenza è stata un modo per riportare l’Italia in seno alle nazioni civili.

Qui sono le radici della nostra democrazia”.

 

"Strage al Lager di Hindenburg"

In uscita il saggio di Renzo Pellegrini (Garfagnana editrice - Pagine 128 - Euro 15,00 ISBN 9788897973065) che offre una ricca appendice documentaria proveniente dagli archivi dei reduci dei Lager tedeschi della provincia di Lucca, conservati presso il Museo storico della Liberazione di Lucca.
Italienische Militär Internierte: IMI. Con questa sigla, inventata da Hitler per non far rientrare i soldati del Regio esercito tra i prigionieri di guerra, la Germania superò gli accordi della Convenzione di Ginevra del 1929, potendo usare gli italiani a proprio piacimento. Dispondendo così di 600.000 schiavi da impiegare nell’industria   bellica del Terzo Reich.
Attraverso il diario di Renzo Pellegrini, internato militare italiano nell’Arbeitslager di Hindenburg in Oberschlesien, conosciamo gli ultimi giorni di vita nel campo di internamento.
Costretti a lavorare in un miniera di carbone a 500 metri di  profondità i prigionieri italiani subiscono l’ultima ferocia nazista. L’autore nei primi anni Novanta decide di fare il viaggio a ritroso per ritrovare una memoria dimenticata. Torna in Slesia a Hindenburg in Oberschlesien, che non è più una cittadina tedesca, ma polacca e che ha ripreso l’antico nome di    Zabrze. Torna e ritrova quello che aveva lasciato.

 

Una troupe televisiva americana a Lucca per girare un documentario sulla Buffalo

Iniziate le riprese al Museo storico della liberazione


Franco Lombardi, Collector; Andrea Giannasi, direttore scientifico del Museo; Dan McCoy, Technical Director; Joe Hartnett, Director; Dayle Hartnett, Producer; Generale Fausto Viola, presidente del Museo Storico della Liberazione; Colonnello Vittorio Biondi.
 

Ancora una volta Lucca è al centro delle attenzioni delle televisioni americane. E’ infatti arrivata in città e rimarrà in provincia per alcuni giorni la troupe della “Pacific Film Foundation”.
Si tratta di una casa di produzione con sede in California, che sta girando il trailer di preparazione di un docu-film che verrà poi realizzato a settembre dal titolo “Giganti Buoni” (Good Giants). Il film racconterà le vicende della 92° divisione “Buffalo” prendendo spunto anche dal saggio “La battaglia di Sommocolonia” del Colonnello Vittorio Lino Biondi edito dalla Garfagnana editrice e dalla visita in Italia nei mesi scorsi del reduce Ivan J. Houston.

In questi giorni la troupe realizzerà alcune interviste  con effetti scenografici per montare un “trailer” promo da mandare in visione sui circuiti storico-militari americani; quindi a settembre seguirà la realizzazione del docu-film girato tra Lucca, Barga, Sommocolonia e altri luoghi che durante la seconda guerra mondiale hanno visto protagonisti i soldati di colore della “Buffalo”.
E i lavori non potevano che iniziare a Lucca presso il Museo storico della liberazione dove domenica pomeriggio Joe Hatnett ha intervistato il direttore scientifico Andrea Giannasi.

Si è parlato di libertà e di democrazia tra tanti oggetti conservati nel Museo che appartennero a uomini che vennero dagli Stati Uniti a combattere contro il nazifascismo.
Viva la soddisfazione per la scelta della troupe di iniziare le riprese proprio nel Museo storico della Liberazione di Lucca da parte del Presidente del Museo Colonnello Fausto Viola e di Franco Lombardi
La troupe con il presidente delle “Pacific” Joe Hartnett, Linda Smith e un operatore saranno ospiti in questi giorni della signora Mattea Piazzesi, titolare del resort Villa La Dogana di Cerasomma.
Il sito della “Pacific Film Foundationhttp://pacificfilmfoundation.org/

Il Museo della Liberazione di Lucca rinasce per unire chi lavora per un’Italia migliore.

Il Museo Storico della Liberazione di Lucca, voluto dal Prof. Carlo Gabrielli Rosi e molti altri studiosi e reduci della provincia nel 1988, sta riprendendo vita dopo che la nuova direzione ha lanciato a metà agosto il progetto di rilancio e riapertura.
Compito del museo, dove sono esposti cimeli della seconda e della prima guerra mondiale, è quello di conservare la memoria di uomini come il Prof. Carlo Del Bianco che fu uno dei primi partigiani lucchesi e che nel settembre del 1943 condusse i propri studenti in Campaiana in Garfagnana pronti a ricostruire l’Italia. Oppure Manrico Ducceschi, il famoso comandante “Pippo” che con i partigiani dell’XI Zona giunse al momento della liberazione nell’aprile del 1945 fino a Milano. O ancora Don Aldo Mei e i tanti tantissimi martiri che hanno dato la propria vita per la nostra libertà.
E da questo slancio rinasce il museo che si apre al mondo intero dopo la pubblicazione del sito internet (www.museodellaliberazionelucca.it) e l’apertura di un profilo su Facebook.
Attraverso questi strumenti sono state pubblicate fotografie e filmati dove si vede Lucca nei giorni della Liberazione e gli alleati con i partigiani lucchesi. Sono già tantissime le email di persone da tutto il mondo che vogliono “vedere” il Museo. Per questo nelle prossime settimane sarà girato uno breve filmato per metterlo a disposizione dei molti che hanno visto passare la storia della seconda guerra mondiale da Lucca e la nostra provincia. Tra questi i Nisei (gli americani di origine nipponica) che il prossimo anno ricorderanno i 70 anni del loro arrivo in Italia. E Lucca fu tappa di preparazione silenziosa nel marzo del 1945 per l’ultimo e vincente attacco alla Linea Gotica. Insomma il Museo come crocevia di memoria internazionale: per questo la struttura parlerà anche l’inglese, il francese e il tedesco.
Ma il Museo sarà anche centro congressi ed eventi grazie alle collaborazioni già stipulate con importanti case editrici italiane e alcuni docenti di storia contemporanea.
Insomma il Museo della Liberazione Lucca rinasce seguendo le orme di coloro che negli alti ideali di libertà hanno dato la propria vita.
E come scrisse Piero Calamandrei “se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati”.
Tra poche settimane sarà possibile trovare il moto costituzionale anche a Lucca al Museo della Liberazione che diventerà – questo è bene sottolinearlo con forza – il luogo della memoria per tutti quelli che lavorano con temi resistenziali. La Lucca libera e costituzionale acquista una nuova casa nel ricordo chi l’ha voluta con forza come il Prof. Carlo Gabrielli Rosi che non dimenticò mai la propria sofferta partecipazione alla guerra partigiana.

Il Museo della Liberazione di Lucca rinasce per unire chi lavora per un’Italia migliore.