Museo Storico della Liberazione di Lucca

Palazzo Guinigi

Via S. Andrea, 43

 

La Liberazione intesa come valore comune più ampio e non più legato solo ad un periodo storico

Il direttore scientifico del Museo Andrea Giannasi ha voluto ricordare che oggi, anche alla luce dello stato di guerra che stiamo vivendo, “il Museo della Liberazione si spinge oltre spostando il significato del proprio nome nel campo del valore più ampio e libero del termine ‘Liberazione’.
Non più dunque legato ad uno specifico periodo storico, ma inteso come liberazione da tutti i mali, dagli orrori della guerra, dalle prevaricazioni, dalle violenze. Un Museo quindi aperto a tutte le voci che si spingono nel campo del confronto, del dialogo, dell’apertura. Democrazia e libertà da una parte, ma anche tradizioni e valori, come le radici cristiane che sono pietre fondanti della nostra civiltà”.

Il Museo della Liberazione si trova in alcune sale di Palazzo Guinigi nel centro storico di Lucca e mette in mostra documenti, testimonianze, fotografie, cimeli e divise risalenti al periodo della Resistenza. Realizzato nel 1989  il Museo rende omaggio alla memoria dei cittadini lucchesi che hanno contribuito alla liberazione del territorio della provincia di Lucca dall'occupazione nazista.
Una sezione dei cinque locali è adibita alla conservazione delle urne contenenti la terra dei cimiteri militari d'Italia e dei luoghi italiani dove furono compiuti eccidi nazisti come triste testimonianza di coloro che si sono sacrificati per patria.

l Museo è gestito dall'Associazione amici del Museo storico della Liberazione di Lucca presieduta dal Col. Fausto Viola.
Nessuno può e deve dimenticare che questo Museo è nato grazie al prezioso lavoro di molti studiosi lucchesi tra i quali in prima fila il Prof. Carlo Gabrielli Rosi nato nel 1925. Attivo membro della Resistenza dopo la Seconda mondiale fu archivista presso l'Archivio di Lucca, membro del Comitato Scientifico dell'Istituto Storico Lucchese dalla fondazione.
Lo storico lucchese, scomparso il 4 settembre del 2008 - dopo che pochi mesi prima era stato insignito del titolo di Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana -, era nipote dello storico del Risorgimento italiano Michele Rosi e ha dedicato l'intera vita alla storia e la memoria della città e del suo territorio.
A lui pensiamo per una dedica del Museo e una targa che ne ricordi il prezioso lavoro.
 

La storia del Museo storico della Liberazione di Lucca

L’embrione del Museo storico della liberazione di Lucca nacque intorno ad un folto gruppo di patrioti lucchesi immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale. La prima sede si trovava nei locali dell’allora Palazzo di Giustizia.
Il sodalizio intorno al quale si riconoscevano i patrioti era l’Associazione Toscana Volontari della Libertà, legata alla F.I.V.L.
Nel 1951 l’associazione lasciò la sede di Palazzo di Giustizia e due anni dopo nel 1953 i Conti Guinigi Magrini, proprietari di Palazzo Guinigi in Lucca, concessero  a titolo gratuito, all’Associazione Toscana Volontari della Libertà, i locali a piano terra di Palazzo Guinigi. Fra i membri della famiglia Guinigi Magrini è doveroso ricordare il Generale dei Granatieri Enrico Andreini che era stato internato militare nei lager nazisti, che considerava con rispetto e viva simpatia l’Associazione dei Volontari della Libertà. Per questo il Comitato, come primo atto, deliberò di concedere gratuitamente la disponibilità di una delle sale ricevute in uso a vantaggio proprio dell’Associazione che raccoglieva i militari italiani ex internati nei campi di concentramento in Germania.
Erano esponenti del Comitato Provinciale Patrioti Lucchesi Frediano Francesconi, Aldo Muston, Giovanni Carignani, Giorgio Di Ricco, Augusto Mancini, Raffaele Fambrini e Ferdinando Martini. Negli anni successivi si aggiunsero ancora altri nomi di uomini e donne che la città non dovrà mai dimenticare.
Da quel momento i locali in via S. Andrea, 43 assunsero il ruolo di punto di riferimento per la memoria e la tutela dei valori resistenziali a Lucca. Iniziò la raccolta dei cimeli, delle divise, delle lettere, delle fotografie per costruire un luogo dove non dimenticare la tremenda esperienza della guerra.
Il Comune di Lucca, nell’ottobre 1975, divenne proprietario del Palazzo Guinigi, a titolo ereditario, e lasciò in uso gratuito i locali all’Associazione, dimostrando di riconoscere l’alto valore umano ed il prestigio di un sodalizio che esprimeva tutte le istanze e teneva accesi i ricordi dei Combattenti per la Libertà, grazie ai quali oggi viviamo in Democrazia nel nostro paese.
Nel 1977 i membri delle associazioni lucchesi contribuirono alla nascita dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’età Contemporanea in provincia di Lucca, donando 300 libri alla nascente biblioteca e partecipando ai lavori e alle assemblee.
Poi finalmente il Comitato Patrioti Lucchesi dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà e il Centro di Educazione Democratica, nell’adunanza del 9 aprile 1989 costituirono il MUSEO STORICO DELLA LIBERAZIONE DI LUCCA.
Su proposta del Presidente Regionale dell’A.T.V.L. venne eletto all’unanimità Carlo Gabrielli Rosi alla carica di Direttore del Museo.

Successivamente l’Associazione Toscana Volontari della Libertà, nell’intento di incoraggiare e sostenere tutti gli Enti che perseguono i medesimi ideali di valorizzazione della Libertà, della Democrazia e della Solidarietà umana riconquistati col sacrificio di tante giovani vite, aprì i locali a numerose Associazioni Combattentistiche, d’Arma e di Volontariato.
Erano pertanto presenti: il Comitato Provinciale Patrioti Lucchesi dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà; il Centro di Educazione Democratica; la Sezione Intercomunale dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà di Lucca, comprendente i Comuni di: Lucca – Capannori – Porcari – Altopascio – Montecarlo; l’Associazione provinciale Nazionale ex Internati; l’Associazione Nazionale Reduci di Prigionia, Internamento e Guerra di Liberazione; l’Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri della Libertà; l’Associazione Nazionale Combattenti Forze Armate Regolari Guerra di Liberazione; l’Associazione Nazionale Ufficiali Provenienti dal Servizio Attivo. l’Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori d’Italia. Ed infine il Gruppo Donatori di Sangue – Amici della Montagna “FRATES”, aderente alla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia.

Nel mese di giugno del 1994 il Museo Storico della Liberazione fu affiliato ufficialmente alla Federazione Italiana Volontari della Libertà e successivamente, in quanto emanazione dell’A.T.V.L., fu riconosciuto in Ente Morale.

Per anni il direttore Gabrielli Rosi arricchì il museo con cimeli che ricordano la nostra dolorosa storia che parte nel 1938 con la promulgazione delle Leggi Razziali e termina con la liberazione nell’aprile del 1945. Tra fotografie e documenti si ricordano uomini come Manrico Ducceschi (Pippo), Leandro Puccetti del Gruppo Valanga, lo scapolare e il colletto di Don Giorgio Bigongiari e i ricordi dei Monaci della Certosa di Farneta. La foto insanguinata del Prof. Gesmundo, torturato in via Tasso e poi trucidato alle Fosse Ardeatine. E ancora armi, elmetti, divise per non dimenticare i terribili prodotti della guerra.
In questo lavoro negli anni ha collaborato attivamente anche Assoarma che ha reperito buona parte delle armi esposte.
Nel 1996 il Museo aveva già avuto visite da tutto il mondo. Inglesi, indiani, americani, brasiliani (nel giugno del 1995 giunse a Lucca una delegazione di 54 reduci della FEB guidata dal Col. Ferreira). E poi ancora da Israele per ben due volte gruppi di ex-combattenti. Per non contare le scolaresche che grazie alla settimana per i Beni Culturali, giunsero in via S. Andrea da tutta la provincia.
Si scrisse su La Provincia del 12 gennaio 1996: “I visitatori potranno rendersi conto come la Resistenza e la Guerra di Liberazione abbiano riscattato il popolo italiano da una guerra di aggressione non voluta, riconducendolo sulle orme della sua migliore tradizione di Lotta per la Libertà, per la pace, per la tolleranza”.

Il 5 settembre 2008 morì Carlo Gabrielli Rosi, direttore del Museo aprendo un vuoto nella successione.
Tra il 2011 e il 2012 le associazioni riunite nel Museo costituiscono l’Associazione Amici del Museo Storico della liberazione di Lucca, deliberando quanto prima la riapertura, proseguendo nello scopo democratico e costituzionale dei fondatori.

           

Museo storico della liberazione di Lucca
F.I.V.L. (Ente morale D.P.R. 16-4-1948 n. 430)
Associazione Toscana Volontari della Libertà
COMITATO PROVINCIALE PATRIOTI LUCCHESI
Lucca, Via S. Andrea 43.